giovedì, 21 Gennaio 2021
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A Settignano la seconda edizione del ”Teatro a Progetto”

Alla Casa del Popolo di Settignano, da sabato 1 marzo, si susseguiranno 4 spettacoli, uno per ogni fine settimana.

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Il festival “Teatro a Progetto”, giunto alla sua seconda edizione, si articolerà in quattro appuntamenti, ogni sabato sera alle 21.45, alla Casa del Popolo di Settignano che, in collaborazione con l’associazione MalD’Estro, ha finanziato un teatro all’interno di quello che prima era solo un salone. Gli spettacoli, che appunto saranno quattro, hanno una doppia finalità: non solo l’intrattenimento del pubblico, ma anche il dar voce e spazio a compagnie teatrali emergenti, costituite prevalentemente da giovani.

“KAISER SOZE E’ QUELLO ZOPPO”. A inaugurare il Festival, sabato 1° marzo, sarà lo spettacolo “Kaiser Soze è quello zoppo”: il titolo, come i più esperti ben ricorderanno, non è altro che la frase finale di un celebre film giallo degli anni ’90, “I soliti sospetti”, e non è una scelta casuale. Infatti, tutto lo spettacolo si concentra sulla “fine”, in senso ampio del termine: la fine di un libro, di un pacchetto di sigarette, di una bottiglia di vino, della società, della politica, della vita. Necessariamente tutto dovrà, prima o poi, finire. Uno spettacolo esplosivo, in cui tutto viene svelato all’inizio, uno spettacolo senza fine che della fine fa la sua bandiera. Lo spettacolo è scritto e diretto da Leonardo Venturi.

“TECNOFUOCHISMI”. Lo spettacolo che andrà in scena l’8 marzo alle 21.45 pone al centro Nenè Barini, attrice e ballerina dal ruolo rilevante del panorama artistico toscano. L’attrice vivrà personaggi diversi, ognuno con una propria storia da rivelare, passando da una veste all’altra a ritmi incalzanti, fino al “botto finale” dei fuochi d’artificio. Lo spettatore verrà trascinato in mondi diversi in modo travolgente.

“FALLO. UN OMAGGIO A LENNY BRUCE”. Lo spettacolo, nato da un incontro tra Iacopo Barca, Alessio Martinoli e Filippo Paolasini, porrà interrogativi su argomenti quali la pedofilia, la violenza, la sessualità, la religione, il lavoro, il suicidio, la morte e il sesso. Proporrà nuove traduzioni della Bibbia, direttamente dall’ebraico, e “rivelazioni” teologiche scottanti, quali l’invenzione di San Francesco d’Assisi (avvenuta nel 1907). Il titolo prende vita dalla storia di un comico americano degli anni ’50, Lenny Bruce per l’appunto, “scomodo” per la società e quindi perseguitato anche dopo la sua dipartita. Sarà rappresentato il 15 marzo.

“OH SCUSA DORMIVI”. Tratto dall’omonimo romanzo di Jane Birkin e messo in scena da Saverio Contarini, tratta di una storia semplice ma allo stesso tempo complicata più che mai. Siamo a Parigi e sono le due di notte. A letto, due amanti iniziano un dialogo serrato, ironico, devastante, che mette in scena sia una sorta di “gioco” tra i due che il problema del logoramento della vita quotidiana, che spesso assale chi sta insieme da molto, unito alla carenza di aspettative per il futuro. Rappresenterà un incontro ravvicinato con una logorante routine e la sorprendente riscoperta di una fiamma non ancora del tutto spenta. “Oh scusa dormivi” è l’ultimo degli appuntamenti del festival, che avrà luogo sabato 22 marzo.

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