L’eloquente titolo “Dal colore al segno” preannuncia la svolta attuata dal pittore fiorentino, sia dal punto di vista dei contenuti che delle forme. Testi, da sempre definito un “colorista” per i toni cromatici su cui ha sempre fondato la propria esecuzione artistica, propone in questa nuova produzione un ritorno predominante del segno e la predilezione a costringere le sue “vedute” in forme circolari, come fossero tanti oblò da cui guardare il mondo. Mondo che assume connotazioni prettamente familiari, in quanto Testi rende omaggio al paesaggio toscano, alla sua terra. E se i luoghi cari a Testi non esistono più, egli fa ricorso alla memoria dove resistono assolutamente indelebili. È questo il caso del disegno che ritrae Il Fosso Macinante in via dei Vespucci a Peretola che oggi ha lasciato il posto a una spianata di cemento e asfalto. Il disegno (o il dipinto) esercita così un’irrinunciabile funzione di stimolo sui nostri ricordi e sulla necessità di evocare, di portare alla superficie sensazioni sepolte. Questo è uno dei compiti dell’arte di Testi, che ha ricevuto i primi insegnamenti pittorici dal padre Otello, pittore e allievo insieme a Dino Migliorini di Ardengo Soffici.
Dopo le esposizioni personali all’Accademia dei Georgofili di Firenze (Paesaggi Toscani, 2004) e alla Galleria Pio Fedi di Firenze (Ritratti di paesaggi, 2006) questo invito della Regione Toscana a esporre a Palazzo Cerretani è di grande gratificazione per Testi, che nutre da sempre un amore incondizionato per la propria terra.
Tutte le opere in mostra sono raccolte nel catalogo “Carlo Testi. Dal colore al segno / From Colour to Line”, edito da Polistampa, a cura di Stefano De Rosa e con prefazione di Riccardo Nencini e testi in italiano e inglese. Alle riproduzioni delle opere, suddivise nelle sezioni Dipinti e Disegni, è stata fatta seguire una biografia dell’artista e una cronologia delle esposizioni.