mercoledì, 15 Luglio 2020
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Ciclisti e pedoni, un marciapiede per due

inchiesta sulle piste ciclabili nel quartiere 3, tra elementi positivi e difficoltà che i ciclisti sono costretti ad affrontare, come quella di dover dividere gli spazi con i pedoni

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Ma chi va in bici non se la prende con chi cammina, e chi cammina non se la prende con chi va in bici: dunque, di chi è la colpa? “Di chi ha fatto queste piste ciclabili – afferma uno studente di medicina – non basta colorare un marciapiede di rosso!”. Un rosso che, per dirla tutta, è abbastanza sbiadito, tanto da assomigliare più a un rosa pallido: quindi, forse è arrivato il momento di ridare la tinta, almeno ai tratti più vecchi che comunque non hanno più di cinque o sei anni, e di coprire qualche buca, per esempio quella in viale Europa sotto il ponte del raccordo.
Ed è proprio il “marciapiede ciclabile” di viale Europa il tratto più controverso, che la gente considera pericoloso, perché dal cimitero a via Olanda è interrotto circa una quindicina di volte dagli attraversamenti del parcheggio scambiatore, del benzinaio, delle strade, ma soprattutto dagli imbocchi e dall’uscita del raccordo. Senza contare il continuo andamento a cunette a cui si è costretti per scendere da un pezzo di marciapiede e salire su quello successivo. “Bisogna stare attenti, perché sennò ci prendono in pieno! – si lamenta un signore anziano – Infatti qui non ci viene quasi mai nessuno, la pista è usata pochissimo. Ma che ci vuol fare, gli investimenti li fanno per loro!”. E indica le macchine.
Promossa invece la ciclabile che percorre via Erbosa a partire da via Datini e fino a Piazza Dresda, confluendo poi su via Villamagna per interrompersi all’incrocio con via Adriani. “È una bella pista, il problema è che è scollegata dalle altre e quando finisce dobbiamo proseguire in strada – dice una mamma – poi mancano le rastrelliere e il più delle volte le bici vanno allucchettate a un palo”.
Passabile anche il tratto ciclabile di Sorgane lungo il lato sinistro di viale Benedetto Croce, che da piazza Istria e arriva alla rotonda, ma poi c’è il pezzo strettissimo su via Cimitero del Pino – che qualcuno definisce “ridicolo” – a rovinare il tutto. Da lì ci si butta – nel vero senso della parola – su viale Europa; di marciapiede in marciapiede si arriva fino al ponte di Varlungo, e poi? Per riprendere la ciclabile occorre andare in piazza Dresda, allora entriamo dentro il parco dell’Anconella e pedaliamo lungo l’Arno: anche se la strada è sterrata rimane il punto più piacevole per andare a bici a Gavinana. Mentre al Galluzzo il commento unanime degli abitanti è: “noi le piste ciclabili le stiamo ancora aspettando!”.

 

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