Un servizio alle persone nato del 1907 nell’ex chiesa di Santa Maria sopra Porta e battezzato “Biblioteca circolante per operai”, conosciuta poi come Biblioteca dell’Università popolare e infine come Biblioteca del Palagio di parte Guelfa.

Un luogo dove la gente può non solo fare ricerche, studiare e curiosare in silenzio come accade in qualsiasi altro luogo deputato alla lettura. Questi ambienti sono un po’ sui generis perché gli utenti ci vanno per condividere il piacere di leggere, e lo fanno ad alta voce, attraverso iniziative originali. Al Palagio non ci sono i muri tappezzati dalla preghiera di non fiatare. Quella è una regola non scritta, e tutti la rispettano. La cosa speciale è che in momenti dati, al Palagio si parla, e come. Si parla di libri, di passioni, di pensieri in comune.

La biblioteca organizza un gruppo di lettura – simpaticamente denominato “il tè alle cinque a Palagio” –  che conta già settanta fedelissimi iscritti, i quali una volta al mese si incontrano per assaporare insieme le pagine di un romanzo. «Non un libro che vorrebbero leggere o che li incuriosisce. E’ sempre un testo che conoscono già, che hanno amato e che voglio condividere con gli altri».

Tra le novità in arrivo, la riapertura dell’emeroteca nella Sala dei Consoli, dalle cui pareti occhieggia un bellissimo affresco trecentesco di Niccolò di Pietro Gerini e un ospite a sorpresa, che taglierà il nastro del rinato Palagio insieme all’assessore alla cultura Giovanni Gozzini, Pantaleo Corvino e ai più impazienti topi di biblioteca. Domani alle 17, Piazza di parte Guelfa.