martedì, 27 Settembre 2022
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Erbario Figurato, il nuovo murales di Fabio Petani a Firenze

In piazza dell'Isolotto un nuovo progetto di riqualificazione che unisce l'arte urbana all'architettura cittadina

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Le pareti del nuovo bagno pubblico del quartiere Isolotto prendono nuovo colore grazie ad Erbario Figurato, il nuovo murales dell’artista piemontese Fabio Petani. Il progetto, curato dalla Street Levels Gallery in collaborazione con il Comune di Firenze, fissa permanentemente sulle superfici esterne dell’edificio fiori e piante accostati da un’accurata nomenclatura. Il tutto in linea con l’odonomastica a tema vegetale che caratterizza la zona dell’Isolotto.

Erbario Figurato, il murales di Fabio Petani

Tutto il quartiere dell’Isolotto ha la caratteristica di avere strade e piazze dedicate a nomi di piante e di alberi. A simboleggiare il background che ha preceduto il progressivo sviluppo architettonico e la crescita demografica della zona.

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L’opera Erbario Figurato rimanda al passato agrario della zona, precedente all’insediamento delle industrie e delle fonderie che si stanziarono nella zona durante i primi anni dell’Ottocento.

nuovo murales Fabio Petani

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La scelta dell’artista non è di certo casuale, il lavoro è stato affidato allo street artist Fabio Petani, fortemente interessato alla contaminazione tra studi artistici e botanici. Le sue opere site-specific, spiccano sulle architetture delle principali città europee ed extraeuropee. I suoi murales e più in generale i suoi lavori si caratterizzano per la costante ricerca di coerenza con il territorio.

Con “Erbario Figurato” il murales di Fabio Petani, la Street Levels Gallery risponde all’esigenza di vivificare e rigenerare l’ambiente. Progetti come questo integrano la fruizione dello spazio e delle strutture pubbliche con la promozione di contenuti culturali attraverso l’arte urbana.

L’artista di Erbario Figurato

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Fabio Petani, classe 1987, unisce arte chimica e natura all’interno delle sue opere. Il suo lavoro tenta di risolvere la dicotomia tra esoterismo e scienza esatta. Nelle architetture di numerosi capoluoghi italiani e di altre città internazionali le composizioni floreali dell’artista si situano, si radicano, si sviluppano, nella spontanea ricerca di nuove alchimie con il territorio.

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