mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Etruschi 3D e Longobardi su iPad sbarcano ad ArcheoVirtual / FOTO

Addentrarsi in un sepolcro intatto, ammirare nel dettaglio reperti straordinari o concedersi un bagno rilassante nelle acque termali di 2mila anni fa: ecco le ultimisse novità (toscane e non) dal mondo dell'archeologia virtuale. GUARDA LE FOTO

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Addentrarsi in un sepolcro ancora intatto, ammirare nel dettaglio reperti straordinari o concedersi un bagno rilassante nelle acque termali di 2mila anni fa? Niente di più facile, almeno virtualmente.

ARCHEOVIRTUAL. Sono queste le ultime frontiere della ricerca tecnologica applicata all’archeologia, in mostra a Paestum dal 17 al 20 novembre nella sezione “ArcheoVirtual” della ormai celebre e attesa edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

ETRUSCHI PROTAGONISTI. Tra i tanti progetti internazionali (Spagna, Germania, Grecia, ecc.), decisamente dominante risulta la presenza delle innovazioni virtuali dedicate agli Etruschi e alla loro storia. Gli appassionati della materia potranno dunque cominciare a smettere di desiderare improbabili macchine del tempo: grazie, ad esempio, a un’applicazione interattiva in realtà aumentata come AR-Etruschi, sarà possibile “stringere fra le mani” la perfetta replica virtuale di un reperto archeologico e apprezzarne dettagli millimetrici, quasi impercettibili nella realtà. Il reperto 3D può inoltre essere visualizzato, con un procedimento semplicissimo, anche sullo schermo del proprio cellulare.

SEPOLCRI PRINCIPESCHI. Niente telecomandi, mouse o tastiere, invece, per chi vorrà addentrarsi in una tomba risalente al VII secolo a. C. completa di corredo funebre, come quella ricostruita dal Cnr-Itabc all’interno del progetto Etruscanning 3D (leggi l’articolo), già protagonista di due importanti mostre olandesi dedicate alla cultura di questo antico popolo (GUARDA IL VIDEO).

ARCHEOLOGIA “OPEN-SOURCE”. Basteranno solo i propri piedi, e i movimenti del proprio corpo, anche a chi deciderà di avventurarsi fra le rovine dell’area archeologica di Montegrotto Terme. Il progetto Aquae Patavinae VR, realizzato dal Cnr-Itabc in collaborazione con l’Università di Padova, consente all’utente di esplorare liberamente le stanze della lussuosa Villa di via Neroniana, i seggestivi ambienti del complesso termale o del teatro, anche da casa: il progetto, un esempio importante di archeologia virtuale “open-source”, può funzionare con schermi touch e web-cam, ma anche solo con il semplice browser (vai al sito).

LONGOBARDI “TABLET”. Naturalmente, all’esposizione ArcheoVirtual 2011 – curata sempre dal Virtual Heritage Lab dell’Itabc del Cnr con la direzione di Sofia Pescarin – non potevano mancare soluzioni a portata di iPad. Fra gli altri, si segnala il progetto “Longobardi su iPad” (realizzato da due giovani ricercatori in collaborazione con il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto), un sistema sperimentale che permette di visualizzare comodamente sul proprio tablet e ad altissima risoluzione anche i più minuscoli reperti conservati nei musei, e interagire con essi.

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Per informazioni, visita il sito www.borsaturismo.com

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