martedì, 20 Aprile 2021
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La Fondazione Alinari di Firenze trova un nuova casa e cambia nome

Milioni di fotografie e quasi due secoli di storia. Il patrimonio della Fondazione Alinari trasloca a Villa Fabbricotti, mentre il museo prenderà posto in Santa Maria Novella

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L’enorme patrimonio della Fondazione Alinari per la fotografia è sterminato, non a caso è l’archivio fotografico più antico al mondo, oltre che tra i più vasti e famosi. Un milione e 650 mila negativi su pellicola in bianco e nero, 470 mila negativi su lastra di vetro al collodio e alla gelatina, 3 mila tra dagherrotipi, ferrotipi e ambrotipi, 450 mila fotografie sciolte e in cornice, oltre 6 mila album d’epoca e ancora 420 mila diapositive a colori e 700 mila fototeche, senza contare gli oltre 25 mila tra libri e riviste specializzate, le 400 apparecchiature fotografiche di ogni epoca e i 25 mila dettagli della stamperia d’arte, per un impressionante totale di oltre 5 milioni di pezzi.

Il nuovo nome della Fondazione Alinari di Firenze

D’ora in avanti si chiamerà “Faf” e con questo acronimo la Fondazione, Covid permettendo, ha in mente di rendere pienamente fruibile l’immenso patrimonio costruito a partire da metà Ottocento grazie al lavoro dei fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo che ebbero l’illuminazione di dare vita al primo archivio fotografico del mondo. “Uno degli obiettivi principali della Fondazione – ha spiegato Claudia Baroncini, direttrice di Faf – è raggiungere e coinvolgere nelle proprie attività il pubblico, il più ampio e variegato possibile, attraverso programmi educativi per le scuole, le famiglie e gli adulti, e progetti di mediazione culturale per le comunità, che rendano accessibile e comprensibile a tutti il patrimonio Alinari.

L’archivio Alinari come luogo di formazione

L’ambizione è anche trasformare l’archivio in un luogo di formazione sulla fotografia, autorevole, vivace e di rilievo, mettendo a disposizione di studenti, professionisti e appassionati materiali, strumenti, conoscenze e competenze”. Dopo una serie di passaggi di proprietà, nel 2019 la Regione Toscana ha dato il via all’acquisizione e attivato procedure e azioni per garantire la corretta conservazione e valorizzazione dell’archivio. Il primo passo, il 16 luglio del 2020, è stata l’istituzione della Faf Toscana. Il secondo, a dicembre 2020, l’acquisizione, dopo quello analogico, della Fratelli Alinari Idea spa e del suo patrimonio digitale, costituito da un archivio di 259.692 immagini, con relative banche dati, sistemi di gestione e di stoccaggio, marchi e diritti d’uso delle immagini.

La Regione ha poi affidato Faf a Giorgio Van Straten, presidente della Fondazione con un passato da Sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, consigliere di amministrazione della Biennale di Venezia e della Rai, presidente dell’azienda speciale Palaexpo di Roma e direttore dell’Istituto italiano di cultura a New York, nonché scrittore e traduttore. “Un archivio – ha detto Van Straten – va, prima di tutto, conservato e valorizzato. E da qui siamo partiti con il nostro primo progetto sul restauro e la digitalizzazione dei dagherrotipi della collezione. Le fotografie sono uno strumento per raccontare il mondo del passato e quello del presente, e questa idea di racconto sarà alla base di molte nostre iniziative”.

Il trasferimento della Fondazione Alinari a Villa Fabbricotti (e il museo a Santa Maria Novella)

La “casa” di Alinari – che per oltre un secolo e mezzo ha avuto sede in via Nazionale, nel palazzo dove i fratelli diedero vita all’azienda – si trasferirà a Villa Fabbricotti, storico immobile di proprietà della Regione circondato da un bel parco a cui si accede da via Vittorio Emanuele II. Qui avrà sede l’archivio e da qui partiranno tutti i vari programmi che il team di Faf si sta avviando a concretizzare. Il museo Alinari prenderà invece posto invece nel centro di Firenze, all’interno del complesso di Santa Maria Novella interessato da lavori di riqualificazione che si concluderanno nel 2024.

Intanto in attesa di uno spazio espositivo della Fondazione, le foto di Alinari viaggeranno in giro per il mondo negli Istituti italiani di cultura. A partire dall’estate 2021, in un viaggio che toccherà Europa, Asia, Africa e le Americhe, la mostra “Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea” racconterà il fascino e la diversità degli italiani e dell’Italia, dei suoi paesaggi e della sua creatività. Attraverso le opere di oltre 75 fotografi, verrà delineata un’inconsueta narrazione visiva che metterà in relazione autori, tecniche e soggetti diversi, con l’intento esplicito di far dialogare fotografia storica e contemporanea, per assonanze o per contrasti.

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