sabato, 27 Febbraio 2021
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Garin, inaugurato il convegno

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Ha dunque preso il via il convegno su Eugenio Garin. “E’ per me un grande onore, sul finire del mio mandato di sindaco, aprire questo convegno dedicato ad Eugenio Garin nel centenario della nascita, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano“, ha esordito il sindaco Leonardo Domenici, che dopo aver ringraziato presenti, relatori e organizzatori, ha ricordato i suoi incontri privati con Garin nella sua casa di via Crispi.

“Ciò che rendeva possibili questi incontri – ha detto Domenici – non erano lo studio e la ricerca, ma il fatto che io avessi incarichi politici. Per Garin il rapporto con la politica era strettamente connesso alla sua visione della funzione dell’intellettuale, che non può astrarsi dalla concreta realtà sociale, ma deve al contrario cercare di influire su di essa. Non a caso uno dei fili che nella sua ricerca uniscono umanesimo e illuminismo è rappresentato proprio dal nesso fra cultura e politica”. Domenici ha ricordato le parole di Garin nel volumetto del ’97 “Intervista sull’intellettuale” in cui “denuncia con preoccupazione i rischi insiti nel divorzio fra filosofia, scienza e tecniche, ma soprattutto fra cultura e politica. Garin avverte la caduta della funzione dell’intellettuale, in una società e in una politica che slittano inevitabilmente verso la spettacolarizzazione. Credo che oggi siamo più che mai alle prese con questo problema, per responsabilità sia della cultura che della politica, per la difficoltà che abbiamo ad offrire una analisi critica della realtà storica in cui viviamo e delle forme del potere senza ricorrere a schematismi ideologici”. “In Garin com’è ovvio non c’è una risposta a questo problema – ha detto ancora il sidnaco – ma ritroviamo stimoli e suggerimenti importanti nel richiamo forte ai principi di rigore storico e ricerca della verità della giustizia, nella affermazione del valore imprescindibile della formazione (quanto attuale in questo momento di riduzione alle risorse per scuola università e ricerca) e non ultimo, nel senso di un equilibrio fra ruoli e funzioni che oggi sembra smarrirsi nella confusione generale e nel continuo interferire di poteri e soggetti non più in grado di garantire l’autonomia propria e quella degli altri, a cominciare dalla autonomia della politica”.

“Collocare la funzione dell’intellettuale nell’impegno civile deve servire a guardare avanti, non certo a restare fermi “, ha detto ancora Domenici, ricordando quanto gli disse Garin dopo gli sconvolgimento politici dell’89: “Si ricordi, mi disse, che agli uomini comunque non si può togliere la speranza. E qualche anno dopo ritrovai questo suo pensiero in una sorta di ‘credo laico’ tratto dall’esperienza storica: ‘Credo nelle possibilità dell’uomo, nella forza della ragione e nella possibilità di fondo di un mondo migliore. E non perché creda nello spirito santo, ma perché ho vissuto momenti in cui sembrava che la civiltà avesse fermato il suo corso. E non era vero”. “Per i suoi studi e le sue ricerche- ha concluso in sindaco Domenici – ma anche per questi suoi insegnamenti e la sua attività di formatore, grazie professor Garin. Firenze le rende omaggio“.

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