Restauro Rampe Poggi Firenze piazzale Michelangelo
L'installazione di una nuova cisterna durante il restauro delle Rampe del Poggi

Si riaccenderanno con la bella stagione. Cascate, ma anche giochi d’acqua tra le grotte, le fontane e i bacini che si trovano disseminati sotto piazzale Michelangelo, lungo le cosiddette “rampe del Poggi”: il sistema di strade, percorsi pedonali, scalinate, giardini, realizzato su tre livelli, fino a Torre San Niccolò, nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Poggi.

Va avanti il progetto di restauro che ora si arricchisce di un tassello importante: una grande cisterna da 27mila litri, che sarà usata per far tornare in azione questo suggestivo complesso di giochi d’acqua a partire dal mese di maggio, quando è prevista la fine degli interventi di recupero, finanziati grazie all’art bonus dalla Fondazione Cr Firenze con 2 milioni e mezzo di euro.

Il nuovo sistema di giochi d’acqua sulle rampe del Poggi

In passato l’intero sistema era alimentato dalle sorgenti di Gamberaia e Alinari, ma durante i lavori gli esperti hanno scoperto che è impossibile tornare alla situazione originaria, a causa di interruzioni e problemi al complesso reticolo progettato dal Poggi e realizzato tra il 1872 e il 1876, all’epoca di Firenze Capitale.

Così è stato ideato un impianto idrico sostenibile sia dal punto di via ambientale sia per i costi di gestione, che è basato sul ricircolo alimentato con acqua di pozzo, senza attingere dalla rete idrica cittadina. L’intera struttura sarà poi controllata grazie a un software.

Il percorso dell’acqua sarà quello originario, con la caduta dal livello più alto al livello più basso delle Rampe, fino a raggiungere le due vasche che si trovano di lato a Torre San Niccolò, per un totale di quasi 260mila litri di acqua.

restauro rampe Poggi

I lavori di restauro

Il restauro è iniziato lo scorso luglio ed è curato dal servizio belle arti e fabbrica di Palazzo Vecchio (Comune di Firenze) insieme ai tecnici della direzione Ambiente. Gli interventi hanno interessato le 5 grotte e la grande vasca, recuperando e ripulendo le superfici decorate. Inoltre, grazie alla documentazione d’archivio, è stato possibile individuare le piante che rivestivano le scogliere, le grotte e i bacini.

“L’avanzamento del restauro – dice il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – comincia a mostrare la magnificenza di quest’imponente opera che la Fondazione ha voluto restituire alla città. Questo nuovo importante step dei lavori consentirà di recuperare l’elemento più significativo del disegno dell’architetto Poggi: l’acqua in una fusione tra natura, artificio e monumento architettonico”.

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