Dopo l’intervista in esclusiva a ‘La Nazione’ di Franco Zeffirelli, nella quale il Maestro lamentava la scarsa considerazione che secondo lui l’amministrazione Comunale sta dando per il progetto siglato dal regista, Regione e Comune, su di una scuola d’arte e spettacolo, la risposta del Sindaco Renzi non si è fatta attendere.

LA RISPOSTA DI RENZI. “Caro Maestro, sono davvero dispiaciuto della sua decisione, che spero non definitiva. Per la stima che le porto a livello personale e come Sindaco della Sua città, non posso che esprimerLe la mia sorpresa rispetto a quanto Ella ha dichiarato in questi giorni”.

Comincia così la missiva inviata dal primo cittadino al regista, e prosegue dicendo che il progetto è stato mandato a gara ed è già stato finanziato con quasi due milioni di euro. Il sito dove sorgerebbe sarebbe contiguo a quello del nuovo teatro del Maggio, che Renzi assicura sarà inaugurato il 21 settembre 2011 da Zubin Mehta.

PROVE DI DIALOGO. Il Sindaco si dice disposto a rivedere il progetto, ampliarlo, andare a trovare il Maestro nella sua casa romana e discuterne ma poi termina: “Se però, caro Maestro, per motivi che sicuramente Ella avrà ben ponderato, si è davvero convinto di spostare la sede in altra città, noi, a malincuore, non possiamo che rispettare la Sua volontà. Perché, caro Maestro, Firenze le vuole bene comunque. In qualsiasi momento sono pronto a venire a trovarLa. Con la stima e l’affetto che Ella conosce, Suo Matteo Renzi”.

I DUBBI DEL MAESTRO. Il ‘cambio di programma’ di Franco Zeffirelli su dove impiantare questo centro d’arte e spettacolo sembra partire già con la vecchia amministrazione guidata da Domenici. Poi, dice il regista, con il cambio di poltrone a Palazzo Vecchio si riaccese la speranza di farlo a Firenze, ma tra i tempi lunghi, i problemi di una città come la nostra e forse una non curanza del progetto, la città prescelta sarà più probabilmente Roma.

Gli spiragli che Renzi prova ad aprire sembrano portare, purtroppo, ad un nulla di fatto. Si celebrerà quindi quasi sicuramente il divorzio artistico tra Firenze e uno dei suoi figli più illustri.