lunedì, 27 Settembre 2021
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Il segreto del Cupolone? Il cemento armato

Che fosse un genio già lo sapevamo. Le ultime ricerche sul cupolone svelano che Filippo Brunelleschi era anche un precursore. La sua opera più celebre è stata realizzata con un antenato del cemento armato.

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Brunelleschi, infatti, utilizzò anche il ferro, mescolato ad altri materiali. È uno dei risultati della ricerca su Santa Maria del Fiore, che sarà presto pubblicata dall’editore Pontecorboli, anticipato oggi dagli autori, Roberto Corazzi professore ordinario di Fondamenti ed applicazioni della geometria descrittiva e Giuseppe Conti professore associato di istituzioni matematiche presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, in Palazzo Vecchio.

10 ANNI DI STUDI. Gli autori dello studio, costato anni di lavoro, si sono avvalsi degli strumenti tecnologici più avanzati, che hanno permesso di comprendere l’esatta configurazione spaziale della Cupola.

“L’applicazione di strumentazioni finora non usate in questo ambito – spiega il preside della facoltà di Architettura Saverio Mecca – ha consentito di ottenere analisi più approfondite e di verificare la bontà delle teorie formulate in passato sulla Cupola e sul modo con cui è stata costruita. Si tratta del frutto di un lavoro di dieci anni di cui la Facoltà va molto orgogliosa”.

DUE CUPOLE E UN MISTERO. La Cupola, in realtà, è formata da due cupole: una interna, che è la struttura principale e ha uno spessore di circa 2,2 metri, ed una esterna, più sottile (circa 0,9 metri), la quale, come disse il Brunelleschi, serve a proteggere la cupola interna dalle intemperie ed a renderla “più magnifica e gonfiante”. Ed è proprio l’analisi della cupola interna, composta da tre strati (due spessi 70 centimetri e uno centrale 80 centimetri), che ha riservato una sorpresa.

Utilizzando le nuove tecnologie come il georadar, la tomografia, l’endoscopia e il metaldetector, Braccesi ha analizzato il materiale con cui la cupola interna è stata costruita evidenziando la presenza di materiale ferroso nello strato intermedio (o di riempimento) che quindi non è realizzato soltanto in mattoni, come gli altri due. Per confermare questa ipotesi è stato realizzato un modello sperimentale di una porzione di vela della Cupola, che ha permesso di verificare i risultati ottenuti con le indagini eseguiti sulla Cupola medesima.

Una verifica conclusasi positivamente e che consente di affermare la presenza di materiali ferrosi nella muratura dello strato intermedio. “L’utilizzo di ferro era menzionato negli scritti di Brunelleschi che raccontò come Alberti, nel corso di una visita al cantiere, suggerì di usare il metallo – ha spiegato Corazzi –. Ma finora non esistevano prove di questo utilizzo tanto che si pensava che anche lo strato intermedio fosse realizzato in laterizi”.

SCIOLTI GLI ENIGMI. Ma il contributo di questa ricerca non si fema qui. “Le indagini svolte – ha spiegato Corazzi – hanno consentito di sciogliere la matassa di enigmi e di quesiti che, all’indomani della chiusura del cantiere, ammantarono di mistero la Cupola”.

“Con una indagine mirata e precisa è stato possibile determinare l’esatta geometria della Cupola, realizzando così disegni che hanno permesso di identificare errori in disegni realizzati nel passato – ha precisato Conti –. Sono stati inoltre confrontati gli elaborati realizzati graficamente e quelli ottenuti analiticamente. I risultati ottenuti sono molto incoraggianti e hanno aperto delle prospettive interessanti nello studio della tessitura muraria della Cupola”.

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