Cosa ascoltano i filari? Mozart. E grazie alle note del celebre compositore i grappoli di uva crescono in salute, senza parassiti e a una velocità maggiore rispetto ai compagni ”senza musica”. E’ la storia che arriva dai vigneti di Montalcino, in provincia di Siena.

IN UN LIBRO E TRA LE VIGNE. ”L’uomo che sussurra alle vigne” non è solo il titolo di un libro, ma è la storia autobiografia di Carlo Cignozzi, ex avvocato che ha trasformato il podere Paradiso di Frassina nel vigneto di Mozart, dove l’uva cresce al suono della musica classica diffusa da 14 casse, come quelle utilizzate nella cappella Sistina. I risultati, monitorati anche dagli esperti delle università di Firenze e Pisa, sono sorprendenti: le piante di Sangiovese coltivate con le note di Vivaldi e Mozart sono cresciute il 50 per cento in più del normale, sono maturate in anticipo e non hanno sofferto di attacchi da parte di fastidiosi parassiti.

BASSE FREQUENZE, OTTIMA ANNATA. “La musica, quella di Mozart in particolare – spiega Cignozzi – è utile alla crescita della vite. Il grappolo è precoce, ha più zuccheri e polifenoli e acidità modesta. La pianta è sensibile alle basse frequenze e la musica di Mozart è stata scelta per la sequenza Fibonacci, per l’armonia dolce e profonda che la caratterizza. Insomma io credo nell’armonia e all’università credono nelle frequenze. E’ la musica contro la chimica”.

MUSICA E PIANTE. Cignozzi, dopo una vita dedicata all’attività forense, ha approfondito i suoi studi sull’agricoltura e più in particolare sulla vita segreta delle piante. Poi ha deciso di passare dai libri ai fatti, installando nel suo vigneto degli altoparlanti, prima poco potenti, poi adatti anche alla vita all’aperto, grazie alla collaborazione con Amar Bose, creatore e produttore dei celebri apparecchi acustici.