E’ dunque Dacia Maraini lo “scrittore toscano dell’anno”. La Maraini si è aggiudicata il Premio promosso dall’Associazione Fiera del Libro Toscano in collaborazione con la presidenza del Consiglio regionale e la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato con “Il treno dell’ultima notte” (Rizzoli). Un’opera che la giuria ha definito “una delle più convincenti prove narrative” della scrittrice toscana, un libro “scritto bene”, di “alta tensione narrativa, paragonabile in alcuni momenti al giallo psicologico”. Accanto a Maraini, Benedetta Cibrario che si aggiudica il Premio speciale con “Rossovermiglio” (Feltrinelli) e i tre vincitori del premio selezione 2008: i tre giovani toscani Enzo Fileno Carabba – “Le colline oscure” (ed. Barbera) -, Vanni Santoni – “Gli interessi in comune” (ed. Feltrinelli) e Marco Malvaldi –“La briscola in cinque” (ed. Sellerio).

A consegnare i riconoscimenti, durante la cerimonia che si è tenuta questa mattina (lunedì 12 gennaio) nella sala Gonfalone di Palazzo Panciatichi, è stato il presidente del Consiglio, Riccardo Nencini, con Angelo Pollina, vicepresidente, Franco Polidori e Riccardo Cardellicchio dell’Associazione Fiera del Libro Toscano. “La scelta è stata particolarmente difficile, perché la Toscana è terra che produce scrittrici e scrittori di buonissima qualità”, ha spiegato il presidente. Nencini, premessa “l’eccezione del riconoscimento a Maraini” legato alla qualità dell’opera della scrittrice, ha ricordato lo spirito che ha animato fin dall’inizio il Premio: “Aprire le finestre su nuove esperienze letterarie”, scoprendo gli scrittori toscani che fanno parte di “un’anagrafe di qualità” e che magari si affacciano al mondo letterario “per la prima o la seconda volta”. Un obiettivo centrato con i riconoscimenti a Cibrario e con i premi selezione, le cui motivazione sono state scandite da Riccardo Cardellicchio accanto al curriculum dei vincitori. 

Nel caso di “Rossovermiglio” (già vincitore del premio Campiello 2008) la stessa Cibrario, fiorentina trapiantata a Torino e poi vissuta lungamente in Inghilterra, ha raccontato la sua “grandissima emozione” per essere tornata qui, in Toscana, definita “luogo interiore e importante”. Santoni, riconoscendo alla Toscana “un ruolo centrale soprattutto per la ricerca linguistica”, ha scritto un romanzo definito dalla giuria “lo specchio di un’epoca, dove tutto si perpetra e nulla si dissolve”. Emozione anche per Malvaldi (“La briscola a cinque”), il cui libro si distingue per “ritmo incalzante”, e nel quale “i personaggi spiccano per credibilità”. Dal giovane autore pisano un augurio a tutti: “Che si divertano, se leggeranno il libro, come io mi sono divertito a scriverlo”.