Hidetoshi Nagasawa, nato in Manciuria nel 1940 e cresciuto in Giappone, arriva in Italia nel 1967, al termine di un particolare e ormai celebre viaggio in bicicletta che lo vede attraversare 17 nazioni dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Europa.
Chiamato ad esporre nelle più importanti rassegne nazionali ed internazionali (dal 1972 sarà presente più volte alla Biennale di Venezia, con sala monografica nel Padiglione Italiano nell’edizione del 1993, e a Documenta a Kassel nel 1992) e ospitato in importanti collezioni pubbliche e private (dal Guggenheim Museum di New York alla Fattoria di Celle, Pistoia), conserva nel tema del viaggio, come attraversamento di culture e come nascita di nuove connessioni, una costante.
Fin dai primi anni della sua produzione, sullo scorcio dei Sessanta, Nagasawa si dedica alla scultura, flettendola in tutte le forme che può assumere, attraverso la varietà dei materiali utilizzati (carta, metalli, cera, legno), portandola a dimensioni ambientali e sconfinando nell’architettura.
All’inizio degli anni Novanta, l’artista conferisce alla natura un’importanza dominante con la creazione dei giardini. “Per me la scultura ha a che fare con l’invisibile, io lavoro sulla parte che non può essere vista, su quell’energia che si può solo sentire, ma che è il vero senso di una forma”. Nagasawa, partendo dal contrasto tra intervento umano e presenza spontanea, di corporeo e incorporeo, insiste sui tratti nascosti della natura e concretizza idee e forme celate in essa dall’ambiguità di uno sguardo che ormai non è più abituato a percepire l’interezza delle cose. Il giardino non racchiude, anzi, si apre allo spazio circostante, Nagasawa non vuole intervenire sulla natura o mutare il territorio, bensì farci guardare l’opera da dentro, perché l’opera è la natura stessa.
Per Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea l’artista ha ideato due opere ispirate dal luogo. La prima troverà collocazione nella settecentesca Tinaia di Levante: qui, 49 colonne di marmo, disposte a semicerchio a distanza irregolare, unite da travi, disegneranno un campo visivo la cui tensione strutturale diventa riverbero di una dimensione diversa, individuano uno spazio dell’esistenza. La colonna armonizza simbolicamente i portati di una cultura e l’esistenza di un punto fermo al centro di tutto, come sottolinea la curatrice Katalin Mollek Burmaister.
Nello spazio esterno che affianca la Tinaia di Levante, sotto l’installazione MICAT IN VERTICE di Fabrizio Corneli del 2005, un giardino in muratura (realizzato con pietra alberese locale) sarà l’opera che l’artista lascerà nel parco – museo “Genius Loci. Lo Spirito del luogo”. Due cerchi si intersecano ma non sono chiusi, restano due aperture, due ingressi, creando così tre spazi aperti: in uno di questi, non quello centrale, verrà piantato un melograno. I cerchi saranno circondati da una siepe di bosso. Elusa la separazione tra esterno e interno, tra percepibile e impercepibile, il giardino diventa un luogo creato non per guardare, ma per aprire la propria sensibilità: “L’unico modo è sentire, ascoltare in silenzio”.
Inaugurato ufficialmente a giugno 2005, il centro di Villa La Magia, una delle più affascinanti ville rinascimentali della Toscana, nasce da un’idea dell’attuale Sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori, dopo che nel 2000 il Comune ha acquistato l’intero complesso con l’intenzione di conferirgli un carattere culturale distintivo e di riferimento, nell’ottica di riqualificare il territorio e il patrimonio storico locale.
Il progetto del centro consiste: da una parte nell’attività espositiva, dall’altra nella realizzazione di un parco-museo “Genius loci. Lo Spirito del Luogo”, con opere create appositamente. Tra le opere che fanno parte attualmente della collezione del parco, troviamo: MICAT IN VERTICE di Fabrizio Corneli, installazione di luce e ombra sulla facciata della Limonaia di Levante; BRUCIAPROFUMI, due grandi sculture in terracotta, e FABBRICA DELLA MEMORIA, un tempietto – biblioteca che richiama la forma dell’ellisse del cervello, vicino al lago, di Anne e Patrick Poirier; e infine, ultima acquisizione, ASCOLTA IL FLAUTO DI CANNA di Marco Bagnoli.
Grazie alla sua attività, Villa La Magia è riconosciuta dalla Regione Toscana come progetto d’importanza regionale per l’arte contemporanea.