domenica, 17 Gennaio 2021
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Nasce ”Selfhabitat Cultura”, l’associazione che spiega il design

Grazie alla collaborazione del Comune di Firenze, dell'associazione Mus.E, delle Murate, dell'ISIA Firenze e della delegazione toscana dell'ADI arriva in città il ciclo di incontri ed attività che rende protagonista la passione per il design.

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L’associazione “Selfhabitat Cultura” è il punto di arrivo di una serie di lezioni e dibattiti nati a Firenze quasi 4 anni fa, sotto il nome di “Florence 2010”, grazie ad un’idea di Pierluigi Bemporad. Tra i principali organizzatori dell’evento ci sono i nomi di Sergio Givone, assessore comunale alla Cultura e dell’architetto Giovanni Pasca (nella foto con Pierluigi Bemporad e Valentina Gensini, storica dell’arte e curatrice). Proprio quest’ultimo ha spiegato com’è stato possibile armonizzare le modernità del design con lo spirito architettonico rinascimentale della città di Firenze, con parole di un forte valore emblematico: “Non è la storia che uccide la contemporaneità, sono gli stessi contemporanei ad ucciderla, quando sono così fessi da farsi ostacolare dalla storia”.

SELFHABITAT CULTURA. Proprio su queste basi è stata fondata l’associazione, che si pone la difficile missione di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone appassionate di design, compresi coloro che stanno per intraprendere carriere o studi nel settore. Per riuscire nell’intento, è stato costituito un apposito comitato scentifico, che mirerà a risvegliare l’interesse verso la modernità nel campo della progettazione, riportando Firenze al ruolo che ebbe negli anni Sessanta e Settanta, quando i giovani architetti fiorentini crearono una sorta di “anti-design” in città, spiccando rispetto al resto d’Italia. Questa “età dell’oro” finì, però, nel decennio successivo, quando quest’elité di giovani intraprendenti decise di spostare la sua attività a Milano. Invece che piangere sul latte versato, Selfhabitat Cultura si propone di far tornare a brillare il design fiorentino, attraverso il terzo ciclo di “Lezioni di Design”, che inizierà domani, venerdì 28, e che vedrà l’organizzazione di tre conferenze e di una tavola rotonda, specificatamente studiate per approfondire il rapporto tra arte e tecnica nel design.

CALENDARIO. Il ciclo si aprirà, appunto, domani alle 18.30, presso il SUC alle Murate, con il primo incontro-conversazione dal titolo “Design tra arte e tecnica”, presieduto dagli stessi Pasca e Givone. Il secondo appuntamento, invece, sarò il 15 aprile alle 18.00, nella stessa sede, con una conferenza dal titolo “Design e Tecnologia, le nuove frontiere”, a cui prenderanno parte Alessandro Masserdotti, Troy Nachtigall e Denis Santachiara, tutti esperti di design. Seguirà, poi, il 13 maggio (presso la Palazzina Reale, alle 17.30), una lezione su “Il design degli architetti dopo la stagione dei maestri”, che vedrà la partecipazione di personalità di spicco del mondo dell’architettuta, quali Paolo Deganello, David Palterer, Franco Raggi ed Angela Rui. La tavola rotonda finale, infine, sarà il 18 settembre alle 18, alla Limonaia di Villa Strozzi; per quest’occasione, Fulvio Carmagnola, Domitilla Dardi, Paolo Deganello ed Alessandro Mendini presentaranno un tema dall’hegeliano titolo “Dalle avanguardie a dopo la fine dell’arte”. Inoltre, per l’intero mese di giugno, le Murate ospiteranno una mostra dedicata a Charlotte Pierrand, collaboratrice di Le Corbusier e vera e propria maestra nel campo del design.

GIVONE. Dopo aver definito Firenze come una città-laboratorio del design e come un perfetto e naturale punto d’incontro tra l’arte e la tecnica, l’assessore comunale alla Cultura si sofferma sulle caratteristiche del moderno design: “Firenze è sempre di piu, ed a ragione, riconosciuta come la città del design. Noi qua parliamo di design perchè esso si situa nel luogo strategico in cui l’arte e la tecnica si toccano, sfiorano, annusano, odiano, scontrano. Queste, un tempo, erano la stessa cosa, ma adesso ci troviamo alla fine di un lungo percorso durante il quale si sono diramate: la tecnica può essere tutto fuorché arte, l’arte può essere tutto fuorché tecnica. Non possiamo, però, limitarci a prendere atto di tale diversificazione, perchè esiste ancora un punto in cui si incontrano: il design, giust’appunto, che è l’indicatore, la spia, che conferma tale rapporto”.

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