lunedì, 17 Maggio 2021
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Nencini racconta “L’imperfetto assoluto”

La presentazione del nuovo libro del presidente del Consiglio regionale della Toscana è in programma giovedì 1° ottobre, alle 21.15, al centro culturale Arturo Bandini a Pianvallico, Borgo Nuovo (San Piero a Sieve).

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Tra il 1301 ed il 1306, in una Firenze tragica ma anche magnifica, potente eppure divisa dalle lotte interne, si snoda la storia di Musciatto Franzesi, mercante e banchiere abile quanto avido.

Questo lo scenario del nuovo romanzo storico del presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini, che sarà presentato giovedì 1° ottobre alle 21.15 presso il Centro Culturale Arturo Bandini a Pianvallico, Borgo Nuovo (San Piero a Sieve – Firenze). L’autore costruisce una cronaca accurata ed emozionante, mischiando magistralmente il coinvolgimento del romanziere d’avventura e il rigore dello storico.

Un prezioso manoscritto ritrovato durante l’alluvione del 1966 riporta in luce Musciatto e le sue tante avventure, nonché le malefatte, svoltesi tra Parigi e Firenze. Cavaliere del re di Francia Filippo il Bello e consigliere di suo fratello Carlo, il protagonista del volume incontrerà nel suo percorso eventi e personaggi che segneranno la storia: l’esilio di Dante, lo schiaffo di Anagni e i tradimenti di Bonifacio VIII, la nascita dello stato nazionale in Francia e l’avvio dell’attacco ai Templari, la guerra civile che insanguinò Firenze, il dominio del fiorino in tutta la Cristianità, l’affascinante ingegno di Giotto e di Arnolfo.

Musciatto, già comparso in una novella del Decamerone, rappresenta il vero “imperfetto assoluto”: l’avido e scaltro banchiere fiorentino riassume in sé debolezze e virtù inscindibilmente unite, rispecchiando fedelmente le caratteristiche di quell’epoca splendida e oscura allo stesso tempo. Dunque, Riccardo Nencini realizza un affresco storico sorprendente della Toscana del Trecento, raffigurando magnificamente il dualismo che soffocava la Firenze di allora, una città ricca e meravigliosa ma ferita dalla guerra civile, dove bene e male si alternavano, dove “molto si conquistava, ma altrettanto si smarriva”.

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