lunedì, 28 Settembre 2020
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Otto case editrici toscane al Salone del libro di Torino

la toscana sarà presente con 8 case editrici al salone del libro di torino

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E’ dal 2010 che la Regione Toscana, attraverso il nuovo Testo unico in materia di beni, istituti e attività culturali, nell’ambito delle politiche per la promozione dell’innovazione culturale e della contemporaneità, ha previsto il sostegno all’editoria piccola, media e periodica di ambito culturale. “L’obiettivo che ci siamo dati – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti all’incontro di presentazione di larga parte della  partecipazione toscana al Salone internazionale del libro che si apre a Torino giovedì prossimo – è valorizzare quelle testate che saranno inserite nell’Elenco regionale delle riviste di cultura: pubblicazioni che, in ambito umanistico, sociale, economico e scientifico, hanno come oggetto prevalente di interesse lo studio interdisciplinare, la divulgazione e la promozione del dibattito culturale sulla realtà sociale contemporanea e che soddisfano specifici e rigorosi requisiti di qualità predeterminati dalla Regione”.

LE CASE EDITRICI. Al salone di Torino la Regione è presente con uno stand insieme al Coordinamento delle riviste italiane di Cultura, di cui è presidente Valdo Spini, per promuovere la conoscenza delle riviste pubblicate da fondazioni, associazioni e case editrici attive in Toscana. Accanto a questo, la Toscana sarà rappresentata anche da 8 delle 54 case editrici che hanno dato vita al portale toscanalibri.it: Olschki Editore e Sarnus da Firenze; da Siena Berri Editrice, Edizioni Cantagalli, Primamedia editore, Salvietti&Barabuffi; Edizioni Effigi da Grosseto e Menichetti Editore da Empoli. Presenteranno  le novità 2011, aiutati da una campagna promozionale con cartoline significative di ogni area della Toscana con autori e scrittori quali testimonial d’eccezione.

PERIODICI. Nel 2009 la Regione Toscana ha censito circa 170 periodici di carattere culturale, pubblicati sia da case editrici (per il 52 per cento) che da altri soggetti: università, fondazioni, associazioni.  “Un ricco patrimonio di competenze e professionalità, un grande contributo alla elaborazione e alla diffusione della cultura – ha aggiunto l’assessore – che merita di essere promosso come strumento di garanzia di pluralismo e di diritto di manifestazione del pensiero da parte di espressioni culturali non adeguatemente sostenute dal mercato. Le redazioni delle riviste costituiscono ancora vere e proprie officine culturali. Le riviste fiorentine, in particolare, hanno scritto una pagina importante della cultura nazionale del XX secolo e sono tuttora apprezzate e acquisite dalle più importanti istituzioni bibliotecarie internazionali. Un patrimonio che si estende alla galassia delle case editrici toscane, che attraverso il portale Toscanalibri hanno individuato un moderno e adeguato strumento di diffusione e rapporto con il pubblico”.

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