La sigla, scelta dal duo Antonio Managò e Simone Zecubi, ricorda il formato delle immagini digitali utilizzate nel loro originale processo creativo, che combina scenografia, fotografia, pittura e computer grafica. Per la mostra, curata da Achille Bonito Oliva, sono messi a disposizione due spazi: la sede storica della galleria fiorentina in via della Scala e la limitrofa officina recentemente recuperata e adibita a project room. In via della Scala saranno esposte quindici opere inedite di grande formato, mentre nel secondo spazio sarà realizzata un’installazione site-specific dal titolo “Ten Seconds to Midnight”, che occuperà i centoventi metri quadrati dell’ex-officina che per l’occasione sarà interamente oscurata. Nel lavoro di J&Peg, strani personaggi, spaventa-passeri e clown, rapiti dalla realtà e immortalati in pose densamente simboliche, compiono gesti in condizioni impossibili.Personaggi dipinti con estremo realismo si muovono in ambientazioni al limite del surreale, costellate da modelli architettonici d’ordine classico, entro una cornice atmosferica dominata da fondali neri e da improvvise accensioni cromatiche.

I quadri di J&Peg sono il risultato di un processo lungo e complesso, fatto di costruzioni materiali di modellini e piccoli set semicinematografici, scatti fotografici e interventi pittorici. La costruzione del set “ci permette a priori di avere una visione completa”, affermano i J&Peg, “ci dà la possibilità di studiare e modulare la luce su ogni singolo oggetto fotografato, in modo tale che al momento del montaggio tra foto e pittura niente sia irreale o stoni…il modello è indispensabile per ricreare l’atmosfera magica che tanto cerchiamo”. Le loro opere condividono l’ambiguità del sogno e il fascino dell’enigma, uniti ad un senso di pacatezza e ordine. Il linguaggio accattivante e moderno della fotografia e quello tradizionale della pittura mettono a fuoco una continua lotta tra realtà esterna e realtà interiore, una sorta di osmosi tra la dimensione dell’emotività e il rigore dell’oggettività: “vediamo il nostro lavoro come la fusione di due tecniche che provano una forte attrazione l’una verso l’altra e come due veri amanti si uniscono”. La mostra è aperta con ingresso libero fino al 19 luglio 2008.

Qualche notizia sugli artisti: Antonio Managò è nato a Busto Arsizio (VA) il 26/09/1978 ed è diplomato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti (Brera) di Milano. Simone Zecubi è nato a Gallarate (VA) il 14/07/1979 ed è diplomato in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti (Brera) di Milano. Entrambi vivono e lavorano a Milano.