venerdì, 26 Febbraio 2021
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Quindicimila presenze e 150 eventi: chiude Florens 2010

Ha chiuso la prima edizione della Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, che ha trasformato per nove giornate la città di Firenze e i comuni limitrofi in un laboratorio internazionale sui beni culturali e ambientali.

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Ha chiuso i battenti sabato la prima edizione di Florens 2010, Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, promossa da Intesa Sanpaolo, Banca CR Firenze, Confindustria Firenze e CNA Firenze, che ha trasformato per nove giornate la città di Firenze e i comuni limitrofi in un laboratorio internazionale sui beni culturali e ambientali.
Sono state 15mila le presenze ai 150 workshop, lectio, mostre, dialoghi, eventi e riflessioni scientifico –culturali che hanno visto un pubblico di studiosi, addetti ai lavori ma anche studenti e cittadini partecipare con entusiasmo.

CULTURA. Oltre 500 le presenze al Forum Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali che ha animato le ultime tre giornate della manifestazione con 80 relatori e 33 Paesi rappresentati. Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio la cultura è stata riportata al centro dell’agenda dei policy maker e dei business leader internazionali: è emerso con forza un appello ad investire in un settore che rappresenta un asset fondamentale per il nostro Paese. Come ha dimostrato lo studio strategico “L’economia dei beni culturali e ambientali. Una visione sistemica e integrata”, realizzato in collaborazione con The European House-Ambrosetti, lo sviluppo del settore culturale italiano è in grado di determinare importanti ricadute economiche ed occupazionali per il settore manifatturiero, per l’artigianato e, più in generale, per i settori creativi.

GENTILE. “Le analisi di Florens 2010 – come ha ricordato Giovanni Gentile, ideatore e Presidente di Florens 2010, oltre che Presidente di Confindustria Firenze – mostrano che ogni 100 euro di incremento di Prodotto Industriale Lordo nel settore culturale si attivano 249 euro di PIL nel sistema economico, di cui 75 euro nell’industria. In termini di occupati, 2 unità di lavoro nel settore culturale generano 3 unità di lavoro nel sistema economico. Di conseguenza, una ipotetica riduzione di 500 milioni di euro di PIL del settore culturale equivarrebbe alla mancata attivazione di 1,2 miliardi di euro di PIL nazionale, di cui 375 milioni di euro nell’industria”.

SODDISFAZIONE. E grande soddisfazione è stata espressa dal Comitato Promotore di Florens 2010, che per volontà di tutti i suoi soci fondatori (Intesa Sanpaolo, Banca Cassa di Risparmio di Firenze, Confindustria Firenze, Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa Firenze) è stato da poco trasformato in Fondazione Florens per i beni culturali e ambientali. Scopo ispiratore della neonata Fondazione Florens – Presidente Giovanni Gentile, Direttore Generale Niccolò Manetti – è riconoscere, sostenere e divulgare il principio che i beni culturali e ambientali sono patrimonio della civiltà umana ed in tale contesto valorizzare anche il contributo che Firenze, in considerazione della sua storia, può offrire per il raggiungimento di tale scopo. Giovanni Gentile conferma la volontà di continuare sulla strada intrapresa: “Florens non si conclude con questa prima edizione, resta un cantiere aperto, una rete internazionale che ogni due anni si riconvoca e fa il punto sull’agenda”. Si progetterà però anche a breve termine per istituire laboratori permanenti di studio che presidino le principali tematiche dei beni culturali e ambientali.

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