martedì, 3 Febbraio 2026
- Pubblicità -
HomeSezioniArte & CulturaRecensione: Cosa tiene accese le...

Recensione: Cosa tiene accese le stelle

-

- Pubblicità -

Un giornalista come Mario Calabresi, abituato ogni giorno a confrontarsi con la cronaca, è necessariamente obbligato a interrogarsi sul nostro presente. Ciò accade in modo ancora più irreversibile se la casella della sua posta redazionale viene subissata da mail che registrano una realtà italiana in decadenza e che poco soddisfa le diverse attese degli abitanti.
In risposta a disillusioni motivate e speranze infrante, Calabresi compie un viaggio comparativo tra il tempo dei padri e la Generazione mille euro rivolto a comprendere Cosa tiene accese le stelle nel presente che stiamo vivendo. L’autore non si discosta troppo dalla sua natura di consueto cronista e seppur non alla prima opera letteraria (Spingendo la notte più in là. Storie della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, La fortuna non esiste) è abile nel compiere una sequenza di interviste e raccordarle in forma di saggio narrativo.Dopo poche pagine si può comprendere che la domanda alla quale lo scrittore tenta di rispondere, parafrasando il linguaggio sanitario, sia se abitiamo in una “società con l’enfisema polmonare”, come sostiene il fondatore del Censis G. De Rita o in un luogo in cui “anche dove ci si ammala di più si muore di meno” secondo quanto indica il medico U. Veronesi. A caccia di una soluzione, il giornalista evita di dare presuntuose lezioni di vita e impreziosisce il testo di eclettiche testimonianze, alcune raccolte dall’archivio storico delle sue amicizie, altre appartenenti al bagaglio di conoscenze del lettore. Nel libro si infiltrano curiosamente i ricordi di sua nonna che porta con sé, non tanto la memoria di una lavandaia intenta a strofinare i panni, ma l’immagine di una lavatrice appena comprata negli anni 50’. La funzione di questa conquista che permette alle donne di ottenere un nuovo spazio di libertà personale, si conferma anche nelle scelte di Amal, un’adolescente marocchina che ottiene il suo diritto allo studio e la possibilità di non dover necessariamente sposarsi come la madre, ma la concreta ipotesi di pensare un futuro distante dagli obblighi domestici.
Il tempo odierno è tuttavia instabile e ansioso e per Calabresi è chiaro che è più facile rimpiangere i fasti di una rassicurante età dell’oro piuttosto che mettersi in gioco con il rischio di perdere certezze acquisite (che poi nessuno possiede) come suggerisce Veronesi, oncologo di professione ma vegetariano per scelta, in un’Italia dove non è più abituale morire di fame.
Se guardiamo indietro, infatti, la situazione non era così rosea tra alta mortalità infantile, numerose scene del crimine e epidemie in corso, mentre se osserviamo intorno a noi ciò che ha sconvolto maggiormente la nostra realtà sembra essere in primo luogo la percezione della stessa.
La trasmissione si aggiorna ogni istante: nuovi portali, siti e connessioni hanno modificato i nostri spazi e i rapporti umani all’interno di essi e se è vero che le funzionalità multitasking di un cellulare rendono di una comodità sconcertante il suo utilizzo, le ultime notizie di cronaca sui suoi possibili danni sottolineano come ogni aspetto del progresso abbia spesso una duplice natura.
Ma nel dibattito tra se stesso e il proprio tempo, Calabresi sembra più interessato a rintracciare la scintilla di fuoco che genera l’entusiasmo ed è capace di annientare l’attestata sfiducia generazionale che come una cappa di fumo paralizza ogni curiosità e desiderio di cambiamento.
Il testo nasce, infatti, per reazione ad una disillusione collettiva e il direttore della Stampa risponde a questa richiesta, convinto forse che i rimpianti siano meno premiati dei gesti audaci e stanco di percepire una pressione ostile sul proprio tempo. Se questa era la motivazione iniziale del libro ciò che poi matura nel corso delle pagine sembra anche un parallelo gesto protettivo verso la propria epoca, di un uomo che ama il suo presente nonostante le infinite complicazioni, e che scrive nella speranza di trasmettere ai lettori, presenti e futuri, lo stesso fiducioso desiderio di continuare a resistere.

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
spot_img

Ultime notizie

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -