A novembre Siegfried, e in aprile Gotterdammerung (Il crepuscolo degli Dei), concluderanno infatti l’impresa dell’intera Tetralogia messa in scena dal Maggio in coproduzione con il Palau de les Arts di Valencia, che già è valsa al gruppo catalano il Premio Abbiati per le più belle scene e costumi “tra fantascienza e poesia” (il nuovo allestimento del Crepuscolo in prima assoluta proprio a Firenze).

La prossima Stagione del Teatro del Maggio, che va da da novembre ad aprile, e il programma preliminare del Maggio musicale Fiorentino 2009, sono stati illustrati al Sovrintendente del Teatro Francesco Giambrone e dal Direttore Artistico Paolo Arcà’. Ma prima dell’inaugurazione ufficiale della Stagione autunnale, al Teatro Comunale si sperimenterà una nuova iniziativa che vuole conciliare il sistema del repertorio in uso nelle case d’opera tedesche e del centro Europa con la tradizione italiana: in due settimane dall’11 al 26 ottobre si alterneranno ogni sera tre titoli popolarissimi come Tosca, La Bohème e Cavalleria rusticana – insieme a due balletti – per un inedito “invito all’opera” rivolto ad ampliare il pubblico avvicinando anche chi non ne ha consuetudine. “Recondita Armonia”, così si chiama l’originale cartellone che vuole richiamare nuovi spettatori per il binomio Puccini – doveroso tributo nel 150° anniversario – e Mascagni, abbinati a due balletti e identificati con sentimenti immortali come amore-gelosia-tradimento passione.

Per tutto il periodo di Recondita Armonia gli spettatori potranno ammirare nei foyer del Teatro Comunale sia l’esposizione del prezioso bozzetto di Felice Casorati per la Vestale del 1° Maggio Musicale 1933 – da allora perduto, e recentemente ritrovato ed acquisito dall’ Ente Cassa di Risparmio di Firenze (la Banca CaRiFi contribuisce a Tosca) -, che la mostra dedicata a Fedora Barbieri, per ricordarne il debutto a Firenze con i costumi, i gioielli, le lettere, le fotografie e i documenti ora custoditi dal Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste.

La Stagione si aprirà dunque il 20 novembre con Siegfried; dopo Wagner, sarà Donizzetti a dominare la Stagione con due titoli: per L’Elisir d’amore, che riappare a distanza di undici anni, protagonisti Eva Mei, Cinzia Forte e Francesco Meli, torna a dirigere al Comunale il fiorentino Bruno Campanella, assente da quindici; Lucia di Lammermoor viene riproposta nel bellissimo allestimento creato nel ’98 da Graham Vick e Paul Brown e applaudito anche in Giappone, sul podio Stefano Ranzani.

Un grande, atteso ritorno è quello di Franco Zeffirelli, che firma in febbraio uno spettacolo per il Maggio a distanza di ventun’anni dalla lontana Bohème del 1987: e sarà Pagliacci di Leoncavallo, di cui ha ideato regia e scene, con Amarilli Nizza e Fabio Armiliato, direttore Patrick Fournillier. Sul fronte concertistico, spicca per la prima volta nella storia del Maggio l’esecuzione integrale di tutti i concerti per strumento solista e orchestra e di tutte le sinfonie di Johannes Brahms. Li dirige tutti Mehta, accanto a lui sommi virtuosi e amici, alcuni dei quali non si esibivano al Comunale da lungo tempo: i pianisti Rudolf Buchbinder e Yefim Bronfman, i violinisti Pinchas Zukerman e Julian Rachlin, il violoncellista Mischa Maisky (con il contributo di Banca Toscana). E se sono graditi ritorni quelli di Roberto Abbado – (con la Missa in angustis per il bicentenario di Haydn, dopo il successo della Phaedra di Henze -, Andrey Boreyko e Stéphane Denève, debuttano invece nomi nuovi, quali i direttori Kazushi Ono e Constantinos Carydis, i pianisti Emanuele Arciuli e Piotr Anderszewski, e la violinista Arabella Steinbacher. Una prima assoluta sarà, il 21 e 22 febbraio, l’esecuzione del Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Lorenzo Ferrero; Mehta concluderà la Stagione sinfonica (31 marzo, 1° aprile) con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Gustav Mahler, soprano Barbara Frittoli, mezzosoprano Mariana Lipovsek.

La danza, che vede il Direttore della Compagnia MaggioDanza Vladimir Derevianlo spesso impegnato come interprete ed ora anche in qualità di coreografo, inanella in gennaio il suo Don Chisciotte creato per Dresda e presentato in prima italiana in un nuovo allestimento; in gennaio una Serata Fokine – con L’Uccello di fuoco, Petruska e Chopiniana – in omaggio al centenario della nascita dei mitici Ballets Russes fondati da Diaghilev nel 1909, di cui Michel Fokine fu il primo coreografo e ai quali verrà in contemporanea dedicata una mostra in Teatro, e prima ancora, in ottobre, la nuova creazione di Luciano Cannito Le quattro stagioni su musica di Giuseppe Verdi e Paganini di Vassiliev, nell’ambito di Recondita Armonia