lunedì, 21 Settembre 2020
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Uova e colombe ”tarocche”: occhio all’etichetta!

Pasqua è alle porte: giocate d'anticipo finché potete! Sì, perché cadere nei ''tranelli'' di alcuni produttori di uova di cioccolato e colombe è più facile di quanto si pensi. E la fretta gioca dei brutti scherzi...

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Pasqua è alle porte: giocate d’anticipo finché potete! Sì, perché cadere nei ”tranelli” dei produttori di uova di cioccolato e colombe è più facile di quanto si pensi. A stilare una sorta di vademecum pasquale per i due prodotti alimentari tipici delle feste ormai alle porte è l’Unione nazionale consumatori (Unc).

UOVA DI PASQUA? OCCHIO ALL’ETICHETTA. Ancora non avete comprato l’uovo di Pasqua? Affrettatevi allora! Le vostre tasche vi ringrazieranno. Per risparmiare, infatti, bisogna evitare l’acquisto all’ultimo momento quando i prezzi tendono ad aumentare: conviene, invece muoversi per tempo, approfittando delle offerte della grande distribuzione o anche dei piccoli punti vendita, controllando però sempre con molta attenzione la data di scadenza e l’etichetta, vera e propria carta d’identità del prodotto. Se il cioccolato non contiene grassi vegetali, allora sarà ‘etichettato’ come “cioccolato puro”, in caso contrario deve obbligatoriamente riportare la dicitura, ben visibile, “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”.

LA QUALITA’ SI SENTE. Se poi nella denominazione sono usati aggettivi che danno al consumatore un’idea di maggiore qualità, questa ‘maggiore qualità’ non deve essere solo sull’etichetta. Ad esempio, il cioccolato ‘finissimo’ o ‘superiore’ deve avere almeno il 43% di cacao!

OCCHIO ANCHE AL PREZZO. Esaminando le etichette si possono anche avere indicazioni utili sul prezzo adeguato del prodotto: considerato che il contenuto in cacao della cioccolata e’ inferiore al 50% e valutati i costi della produzione, quelli per la confezione ed anche quelli della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi sui 30/40 euro al chilo.

COLOMBA: UN NOME, UNA GARANZIA. Per quanto riguarda l’altro dolce pasquale per eccellenza, la colomba, il suo nome è già garanzia: il nome di colomba, ricorda il segretario dell’Unc, va riservato al prodotto che non contiene grassi idrogenati (modificati artificialmente e nocivi alla salute) e altri ingredienti scadenti con cui si sostituisce il più costoso burro. Quindi, occhio al nome: diffidate dai ‘dolci di Pasqua’, perché della colomba potrebbero avere solo la forma. A volte circolano addirittura “colombe” senza burro né uova! Mentre, questi due fondamentali ingredienti, dovrebbero costituire non meno del 16%, per quanto riguarda il burro, e una percentuale non inferiore al 4%, per quanto riguarda il tuorlo d’uovo, del prodotto finale. La vostra colomba non ha queste caratteristiche? Allora è una colomba ‘tarocca’.

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