Il permesso era stato rilasciato legittimamente a nome del padre dell’uomo, ma, secondo l’accusa, “non può certo dirsi che il veicolo possa comunque accedere alla ztl in modo generalizzato e indiscriminato, a prescindere da ogni destinazione al servizio dell’invalido e anche per fini privati di soggetti diversi dall’invalido intestatario”. È dunque “provato l’abusivo utilizzo, da parte dell’imputato, per fini propri e senza destinazione al servizio dell’invalido, del permesso-telepass invalidi”.