domenica, 20 Settembre 2020
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A rischio frutta e verdura per l’ondata di freddo

La primavera quest’anno proprio non vuole arrivare. A dispetto delle date, freddo e pioggia continuano a imperversare sull’area fiorentina e non solo. Un ondata di freddo, quella che interessa l’area fiorentina, che sembra destinata a mettere in ginocchio la frutticoltura.

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La primavera quest’anno proprio non vuole arrivare. A dispetto delle date, freddo e pioggia continuano a imperversare sull’area fiorentina e non solo. Sembra proprio, infatti, che in questi giorni l’inverno sia ancora nel suo clou. Un ondata di freddo, quella che interessa Firenze e la sua provincia, che sembra destinata a mettere in ginocchio la frutticoltura.

Basse temperature, pioggia, freddo e anche neve. Nelle colline intorno a Scandicci e Bagno a Ripoli nella notte scorsa le temperature sono scese anche sotto lo zero, con un picco di -3 registrato in Mugello.

Temperature rigide che hanno colpito in particolare gli alberi già in fiore, come peschi, albicocchi e susini, mettendo in grave pericolo il prossimo raccolto.

Una situazione che mette in grave rischio i raccolti della stagione come spiega Simone Tofani, responsabile dell’Area tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia: “Se le previsioni dei prossimi giorni saranno confermate, con un picco di freddo e neve a 400 metri il prossimo lunedì, si rischia di azzerare completamente la produzione di frutta nell’area fiorentina. Siamo in un momento particolarmente delicato, con molti alberi già in fase di fioritura e il gelo è destinato a far cadere i fiori, senza consentire l’allegagione dei frutti. Un piccolo dramma per molte zone del nostro territorio, dove c’è una buona produzione di frutta, come le pesche in Mugello, sulle colline di Scandicci e di Bagno a Ripoli, ma anche nella Piana fiorentina e nell’area di San Casciano, dove si producono anche susine. Queste due produzioni, insieme a quelle di albicocche e pere precoci sono a altissimo rischio. Il crollo delle temperature di questi ultimi due giorni ha già fatto gravi danni e, se perdura, è quasi scontata la perdita di tutta la produzione, con un notevole danno per gli agricoltori. Non dovrebbero esserci problemi, invece, per l’orticoltura, solo le fave possono correre qualche rischio”. La speranza è quindi quella che la primavera arrivi presto, logicamente nelle temperature.

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