mercoledì, 2 Dicembre 2020
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A scuola di antimafia nella Locride

la rete toscana contro le mafie si allarga alla locride

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La rete toscana contro le mafie potrebbe allargarsi e dal prossimo anno le centinaia di giovani toscani che ogni estate lavorano e danno il proprio aiuto nei ventitre campi di lavoro già attivi tra Sicilia, Calabria e Puglia potrebbero essere ospiti anche delle cooperative del consorzio Goel, nel cuore della Locride. E con loro magari, studenti delle scuole superiori toscane. La Regione Toscana avanzerà infatti una proposta precisa all’ufficio scolastico regionale: organizzare gite in Calabria, che aiutino i ragazzi a crescere nella cultura della legalità, imparando a conoscere chi si oppone alla ‘ndrangheta.

«Abbiamo iniziato con i campi di pomodori, uva e melanzane confiscate alla mafia e all’’ndrangheta», spiega a Gioiosa Jonica, nel corso di una conferenza stampa nella sede del consorzio Goel, il vice presidente della Toscana Federico Gelli. «Siamo convinti che tenere un riflettore acceso e portare i nostri giovani in Sicilia e Calabria sia stato e continui ad essere una reciproca occasione di crescita e un contributo, piccolo ma importante, per riaffermare il principio del rispetto della legalità».

«Lo facciamo – prosegue – da quattro anni e continuiamo a crederci. Ma c’è anche chi si oppone alla criminalità attraverso cooperative che non lavorano la terra ma creano ugualmente sviluppo ed occupazione legale, togliendo i ragazzi dalla strada e magari inserendo in attività lavorativa persone svantaggiate. Ed anche a queste realtà i giovani toscani e le istituzioni toscane potrebbero dare il proprio sostegno. Per aiutare e far capire che la legalità conviene, anche con un turismo responsabile e solidale».

Per Gelli ieri era l’ultimo di tre giorni passati tra Sicilia e Calabria, in visita ad alcuni dei campi di lavoro nati e cresciuti nei terreni confiscati alla criminalità organizzata. «Le istituzioni devono e possono testimoniare la loro presenza contro i poteri occulti e meno occulti, al fianco di chi li combatte, in Calabria come in Toscana – ripete -. La vitamina ‘L’ va assunta quotidianamente, in dosi più o meno massicce ma a qualsiasi latitudine».

Accanto a lui, assieme ad alcuni sindaci ed amministratori della Locride, di fianco al presidente del consorzio Goel Vincenzo Linarello, c’è Gabriele Santoni: pisano come Gelli, assessore in provincia a Pisa e vice presidente nazionale di Avviso Pubblico, l’associazione degli enti locali che dal 1996 si sono uniti per prevenire e contrastare le infiltrazioni criminali e per educare alla legalità. «La mafia e la ‘ndrangheta – dice Santoni – si combatte soprattutto se le si sottrae la ‘roba’ e la si fa diventare produttiva. Ci sono associazioni e cooperative che lo fanno, ma che hanno bisogno di avere dalla loro le istituzioni. E Avviso Pubblico è disponibile da subito a diventare anello di collegamento per le amministrazioni che vorranno entrare in questa rete».

Gioiosa Jonica, su una collina che guarda il mare, è il paese del murales che rappresenta il Quarto Stato contro la ‘ndrangheta che nel 1978 artisti e volontari da tutta Italia dipinsero un anno dopo l’omicidio di Rocco Gatto su i muri del teatro cittadino. Lo stesso murales che trent’anni dopo sempre un comitato spontaneo ha restaurato e che una settimana fa è stato inaugurato.

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