Pugno di ferro contro l’abuso di alcol: a Firenze arriva una nuova ordinanza per limitare gli orari di apertura notturna dei mini-market e dei cosiddetti “asia-market” che di norma vendono bottiglie di superalcolici fino a notte fonda. Previsti anche controlli a tappeto e multe. “In una settimana sono state elevate già 9 sanzioni da mille euro per chi ha venduto alcolici dopo le 21”, dice il sindaco Dario Nardella.

Viene confermata così la linea dura del Comune, che lo scorso ottobre aveva stilato una prima ordinanza. Adesso arrivano novità sui tipi di negozi interessati dai divieti. Ecco cosa prevedono le regole sulla vendita di alcolici a Firenze.

L’orario di vendita degli alcolici a Firenze, i minimarket

Per tutti gli esercizi rimane il divieto di vendita di bevande alcoliche dopo le ore 21, nel centro storico (area Unesco). Sempre in questa zona, secondo le norme di Palazzo Vecchio, gli esercizi commerciali di vicinato alimentari e misti con superficie di vendita inferiore a 150 metri quadrati dovranno chiudere alle ore 22 e non potranno riaprire prima delle 6 del mattino. Questo particolare divieto è stato studiato per i cosiddetti mini-market.

“Abbiamo raggiunto risultati importanti ma non ci fermiamo – spiega Nardella – andiamo avanti per rendere sempre più difficile per i nostri ragazzi il consumo eccessivo di alcol, imponendo la chiusura stabile dei minimarket alle 22. In questo modo vogliamo contrastare anche situazioni negative per il decoro e la vivibilità del nostro centro storico nelle ore notturne che possono creare condizioni di insicurezza e influire negativamente sulla salute dei residenti”.

Chi può rimanere aperto

La novità è che vengono esentate da questi obblighi sugli orari di apertura le attività commerciali alimentari con una superficie superiore a 150 metri quadrati, come i supermercati di quartiere. Rimane comunque il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21.

“Riteniamo – spiega l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re – che queste attività possano rappresentare davvero un servizio di vicinato per cittadini e turisti, oltreché un presidio nelle ore serali e notturne. Peraltro, sulla base dei controlli svolti dalla polizia municipale, abbiamo potuto verificare che molte delle infrazioni rilevate per vendita di alcolici oltre l’orario consentito hanno riguardato attività di piccolissime dimensioni, con superficie tra i 20 e i 40mq”

Attività artigianali, come gelaterie e cioccolaterie, che vendono anche alcol

Divieti anche per quei negozi come gelaterie, cioccolaterie, yogurterie e attività alimentari artigianali che offrono, oltre al normale “menu”, anche alcolici: in questo caso l’orario di apertura non potrà superare la mezzanotte (e potranno riaprire i battenti dalle 6).

Escluse invece dalle limitazioni dell’orario di apertura le attività artigianali che non hanno nella propria offerta giornaliera bevande alcoliche, ma anche le attività dei panificatori e imprenditori agricoli.

Le multe previste dall’ordinanza

Per chi non tirerà giù il bandone negli orari previsti dell’ordinanza è prevista una multa da 450 euro a cui si potrà aggiungere una seconda sanzione nel caso venga accertata anche la vendita di alcolici dopo le 21. Solo nei primi 3 mesi dall’entrata in vigore della prima ordinanza, quella dell’ottobre scorso, la polizia municipale ha fatto oltre 3mila controlli e ha rilevato 17 infrazioni per gli orari di apertura, in 6 casi è scattata anche la sanzione perché sono stati venduti alcolici dopo le 21.

Intanto, secondo i dati dell’ospedale Santa Maria Nuova, tra ottobre e dicembre, il periodo in cui è stato in vigore l’ordinanza contro l’abuso di alcol, gli accessi al pronto soccorso sono diminuiti di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un calo maggiore proprio nella fascia notturna.