Il documento, presentato in conferenza stampa il 10 aprile, riporta una serie di punti che, per l’Automobile Club, sono prioritari in materia di mobilità: nuovo codice della strada: facile da consultare ed europeo, con massimo 50 articoli. Pirati della strada: tolleranza zero. Bollo: in base alle emissioni di CO2. Carburanti: riduzione automatica accisa. Ottimizzazione parco circolante: forti incentivi alla rottamazione. Rc auto personalizzata: premi bassi per comportamenti più corretti. Autostrade: investimenti effettivi in sicurezza. “Guida accompagnata” a 16 anni. Potenziamento patente a punti. Risorse per strade più sicure. Via la segnaletica vecchia e inutile. L’iniziativa, che è promossa a livello nazionale, trova nelle singole sedi dell’Aci la sua applicazione concreta, attraverso l’illustrazione dei problemi da affrontare a livello territoriale.

Per quanto riguarda la situazione mobilità a Firenze, il Presidente Silvano Berlincioni ha sottolineato come sia fondamentale “intervenire sulla riparazione e manutenzione della rete infrastrutturale cittadina. Lo stato critico, infatti, nel quale molte delle arterie principali versano a Firenze, rappresenta un elemento di estrema pericolosità, soprattutto per le utenze deboli come pedoni e veicoli a due ruote”.

Più nello specifico, il “Manifesto Aci 2008” riporta alcuni elementi che – per l’Automobile Club – dovranno essere inseriti nel piano di lavoro del prossimo Parlamento e sottoposti all’attenzione del nascente Governo. Tra le questioni aperte, eliminazione dei “punti neri” e revisione complessiva della segnaletica su tutta la rete stradale italiana; un nuovo Codice della Strada, più snello e facile da osservare (50 soli articoli) che preveda, fra l’altro, la precedenza assoluta ai pedoni fin dal momento in cui si accingono ad attraversare sulle strisce; potenziamento della “patente a punti”, che deve diventare un sistema di “rieducazione stradale” per gli automobilisti imprudenti, e l’istituzione della “guida accompagnata a 16 anni”.

Il Manifesto 2008 evidenzia, inoltre, che “gli automobilisti versano ogni anno nelle casse del fisco oltre 40 miliardi di euro e quella per i trasporti rappresenta la terza voce di spesa per le famiglie, dopo la casa e l’alimentazione. Per questo motivo occorre assicurare “un trattamento fiscale equo e strettamente collegato a modelli di comportamento virtuosi e sostenibili per l’ambiente”. L’Aci chiede pertanto al futuro governo di “rendere automatico” il meccanismo che riduce l’accisa sui carburanti per compensare il maggior gettito IVA dovuto all’aumento del prezzo del petrolio, e una “rimodulazione e semplificazione” del “bollo auto” che, con le moderne tecnologie, potrebbe ritornare ad essere un “bollo di circolazione”, da pagare in proporzione ai chilometri effettivamente percorsi. Va poi riequilibrato e ottimizzato il parco circolante favorendo, attraverso una più incisiva politica d’incentivi, l’acquisto di vetture nuove e la rottamazione di quelle vecchie, in modo da far crescere la qualità e non la quantità delle auto sulle nostre strade. Per le assicurazioni, la proposta ACI è di “stabilire un modello di tariffazione RC Auto in cui, collegando la tariffa base a comportamenti virtuosi del conducente (dotazione di punti patente, gravità dei sinistri, presenza di dispositivi di sicurezza sulla vettura) sia favorita una maggiore personalizzazione delle polizze”. Va inoltre introdotto il “reato specifico di frode assicurativa”. In tema di difesa dell’ambiente l’ACI chiede una politica che affronti tutte le cause dell’inquinamento urbano (l’auto ne è responsabile solo per il 12 per cento) ed un piano per la sostituzione, entro cinque anni, degli automezzi del trasporto pubblico locale (i più vecchi d’Europa) con veicoli ecologici. Una novità assoluta è la richiesta di stabilire la “valutazione di impatto sulla mobilità” per tutti gli interventi urbanistici, in modo che sia prevista e rispettata, per i nuovi insediamenti, anche un’adeguata dotazione di vie di scorrimento, parcheggi ed aree di sosta. Infine il richiamo affinché il controllo sulle strade sia finalizzato alla prevenzione, al rispetto della destinazione del 50% dei proventi delle sanzioni per il miglioramento della circolazione e della sicurezza stradale, alla tolleranza zero nei confronti dei pirati della strada e di coloro che insanguinano le strade guidando in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, ed alla certezza della pena. “Con questa proposta – ha dichiarato anche il Presidente nazionale Enrico Gelpi – consapevoli di rappresentare oltre un milione di famiglie che ogni anno ci rinnovano la loro fiducia associandosi liberamente all’ACI, chiediamo ai candidati Premier di inserire nell’agenda dei primi 100 giorni del loro governo iniziative concrete per risolvere i problemi che continuano a pesare fortemente sulla vita dei cittadini automobilisti. Gli utenti della mobilità non vogliono più nuove promesse. Da chi guiderà il Paese si aspettano provvedimenti di svolta. In tale ottica, l’Aci mette a disposizione alcune proposte in grado di trasmettere un forte segnale di discontinuità con il passato”.