domenica, 31 Maggio 2020
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App immuni: come funziona il tracciamento, quando e dove scaricarla

Definite con un decreto legge le regole sulla privacy. Cosa sappiamo sull'applicazione di tracciamento digitale per il coronavirus e chi la potrà installare

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Approvata la linea del governo sulla privacy, si avvicina la data di uscita della app Immuni per il tracciamento dei contagi da coronavirus, ma da quando e dove sarà possibile scaricarla sullo smartphone? Come funzionerà? Sarà obbligatoria o no? Dove andranno a finire i dati personali e come saranno trattati? Sono tanti i dubbi che ruotano intorno alla nuova applicazione, ecco in sintesi cosa sappiamo.

App obbligatoria o no?

Non ci sarà l’obbligo di scaricare l’app Immuni e non ci saranno limitazioni per chi non la installerà. Sarà possibile fare il download sul proprio smartphone “in forma volontaria”, ha confermato nuovamente il premier Giuseppe Conte durante la sua informativa in Parlamento.

L’obiettivo iniziale era quello di coprire con questo sistema digitale di contact tracing il 60% della popolazione nazionale, ma vista l’assenza di un obbligo questa percentuale è stata rivista al ribasso dal governo: se sarà scaricata dal 25-30% degli italiani “ci sarà una buona resa”, ha spiegato la ministra all’Innovazione Paola Pisano.

App Immuni, come funziona: sì al bluetooth, no alla geolocalizzazione gps

L’applicazione non spierà gli spostamenti degli utenti con il gps: “non raccoglierà alcun dato di geolocalizzazione”, ha specificato sempre la Ministra Pisano, ma sfrutterà invece la tecnologia bluetooth per monitorare i contatti ravvicinati, a meno di un metro, con altre persone che abbiano scaricato a loro volta la app Immuni. Sarà un tassello del monitoraggio dei contagi da coronavirus durante la fase 2.

Come funziona l’app Immuni? A ogni utente sarà assegnato un codice anonimo (o in alternativa associato a uno pseudonimo) e non sarà possibile risalire ai dati identificativi di ogni persona. L’applicazione registrerà i codici associati agli individui con cui si entrerà in contatto (sempre che gli altri abbiano a loro volta installato l’applicazione).

Nel caso un utente risulti positivo al coronavirus potrà, volontariamente, comunicare la diagnosi alla app Immuni e il sistema invierà un segnale ai cellulari delle persone che negli ultimi giorni siano entrate in contatto stretto (meno di un metro) con il positivo al Covid-19. Questa segnalazione sarà anonima: il sistema non specificherà ai destinatari il codice dell’utente che ha comunicato a la diagnosi.

Privacy e trattamento dei dati: l’app non accederà a rubrica e SMS

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri sull’app Immuni prevede che sia sempre garantita la riservatezza dei dati e l’anonimato di chi scaricherà Immuni. Il responsabile del trattamento di tutte le informazioni raccolte con l’applicazione sarà il Ministero della Salute e questi dati dovranno essere cancellati entro il 31 dicembre 2020. L’app poi non potrà accedere alla rubrica o agli SMS e non chiederà all’utente di inserire il suo numero di telefono.

App Immuni: quando e dove scaricarla? Download per Android, Apple ma non per Windows Phone

Manca adesso l’ok del Garante della privacy e le ultime implementazioni. L’uscita dell’app Immuni al momento è prevista tra metà maggio e la fine del mese, quando sarà possibile scaricarla sul proprio smartphone, gratis. Dove? L’applicazione verrà messa a disposizione su Play Store per i cellulari Android, e sull’Apple Store per il sistema operativo iOS. Almeno in una prima fase non è prevista l’implementazione dell’applicazione per Windows Phone, chi ha questo tipo di cellulare quindi non potrà effettuare il download di Immuni.

Attenzione infine ai fake che circolano in questi giorni con nomi simili a “Immuni”: l’app ufficiale non è stata ancora rilasciata ed è consigliabile tenersi informati sul sito del Ministero dell’Innovazione.

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