Bilancio preventivo 2009, parere favorevole del Senato accademico. Tocherà ora al consiglio di amministrazione, nella seduta del prossimo 17 dicembre, esprimersi in merito. Illustrando le linee del bilancio, in pareggio, grazie al massimo contenimento delle spese avviato già dallo scorso anno e senza ulteriori vendite immobiliari, il rettore Augusto Marinelli ha sottolineato l’impegno dell’Università a conseguire questo risultato, importante soprattutto data la riduzione generale degli stanziamenti statali. Si stima che il Fondo di Finanziamento Ordinario (Ffo), che arriverà all’Università di Firenze per l’anno 2009 sarà inferiore di circa 4 milioni di euro rispetto al preventivo 2008, e questo nonostante che Firenze debba essere premiata dalla ripartizione della quota di Ffo assegnata agli atenei secondo indicatori di merito.

Il pareggio del bilancio 2009 sarà raggiunto con l’utilizzazione di risparmi (circa 10 milioni di euro) realizzati sul bilancio preventivo 2008, grazie al contenimento delle spese avviato negli anni scorsi. “Il risultato complessivo è importante, come indica la forte riduzione del disavanzo strutturale, rispetto al bilancio preventivo 2008” ha sottolineato il rettore Marinelli. La riduzione delle spese non obbligatorie sarà di circa 8 milioni (-16% rispetto al 2008). Tra gli interventi previsti, l’ateneo fiorentino conta di ridurre rispetto al preventivo 2008 quelle energetiche e di riscaldamento per circa 1,7 milioni di euro. Diminuiranno anche le dotazioni di dipartimenti, presidenze e biblioteche (- 1,45 milioni di euro rispetto al 2008), altri risparmi verranno dalla riduzione dei locali in affitto. Tagli anche alla voce ricerca, compensati però dai fondi esterni che copriranno le borse di dottorato di ricerca.

L’unica voce di spesa che non diminuirà è quella del personale: il +1,7% del 2009 rispetto all’anno precedente, rispecchia la dinamica stipendiale automatica che supera i risparmi delle cessazioni e ciò nonostante il blocco totale delle assunzioni, prescritto dal DL 180/08 per le Università, come quella fiorentina, che superino per le spese di personale il 90% dell’importo del Ffo.

“E’ indispensabile riconsiderare il vincolo del 90% in una visione meno burocratica e più corretta del sistema di finanziamento degli atenei per garantire insieme all’equilibrio gestionale anche lo sviluppo delle università – ha detto Marinelli – Proprio sulla base di questa percentuale l’ateneo fiorentino è stato definito “sprecone”, ma la risorsa umana è strategica per l’Università soprattutto perchè l’investimento sulla ricerca è di lungo periodo, richiede programmazione pluriennale e una costante rigenerazione del capitale umano; quindi, il reclutamento dei giovani è di fondamentale importanza. La quota dei bilanci dei grandi atenei come il nostro determinata dai contributi ministeriali è di circa il 50% del totale, in quanto larga parte degli altri finanziamenti è legata a progetti di ricerca e di trasferimento per enti nazionali e internazionali. Questi ultimi sono inscindibilmente legati alla qualità, ma anche alla quantità dei ricercatori: riduzioni nel corpo docente inevitabilmente si tradurranno in una minore capacità attrattiva di questi finanziamenti esterni con ulteriori danni per tutto il nostro sistema”.

Per il 2009, l’ateneo fiorentino ha accantonato un fondo di riserva per l’eventuale assunzione – se la legge lo consentirà – dei ricercatori con concorsi già espletati.