lunedì, 21 Giugno 2021
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Auschwitz e Birkenau, la visita degli studenti

Circa trentacinque ragazzi di diversi istituti scolastici della provincia fiorentina sono partiti martedì 25 maggio e hanno fatto ritorno ieri a Firenze, grazie al "Volo della memoria".

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Gli occhi commossi dei giovani fiorentini si abbassano increduli davanti a una realtà storica difficile da accettare, emozionati depongono una corona di fiori ai piedi del Muro della morte in onore delle migliaia di persone che in quel luogo hanno perso la vita. Siamo in Polonia, nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, e gli studenti delle scuole fiorentine sono in visita insieme ai loro professori e ai rappresentanti della Provincia di Firenze, che come ogni anno li ha accompagnati nel Volo della Memoria, un viaggio per non dimenticare.

Circa trentacinque ragazzi di diversi istituti scolastici della provincia fiorentina sono partiti martedì 25 maggio da Peretola, insieme all’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Giovanni Di Fede, per raggiungere i lager nazisti di Auschwitz e Birkenau. Mercoledì è stata la giornata più toccante, dove i ragazzi hanno potuto ascoltare le testimonianze e vedere le prove delle atrocità commesse nei campi polacchi. La mattina è stata dedicata alla visita di Auschwitz, in un lungo ed emozionante percorso attraverso gli edifici che settant’anni fa sono stati la tragica dimora di circa un milione e trecentomila deportati, la maggior parte ebrei, di cui un milione e centomila non hanno mai fatto ritorno a casa.

Forni crematori, camere a gas, stanze per esperimenti o di tortura, celle, latrine, lavatoi. Tutti luoghi che non possono lasciare indifferenti, impressionanti nel descrivere senza parole la condizione di assoluto degrado fisico e psicologico al quale i prigionieri erano costretti. Molte le foto e i documenti esposti in sale espositive alle quali i giovani sono stati introdotti con l’aiuto di guide esperte. Tantissimi i resti di oggetti di proprietà dei deportati: montagne di scarpe, occhiali, tazze di latta e perfino capelli. Proprio perché, purtroppo, la rimozione di ogni forma di accessorio, come di peluria, faceva parte della spersonalizzazione degli esseri umani, che appena entrati nel campo diventavano numeri, perdendo il loro nome e la loro identità.

Nel pomeriggio il gruppo fiorentino ha continuato il suo pellegrinaggio nel vicino campo di sterminio di Birkenau, chiamato anche Auschwitz Lager II, trenta volte più grande del primo e costruito al solo scopo di eliminare quanti più prigionieri possibili. Una vera e propria “fabbrica della morte” dove le condizioni di vita dei detenuti erano indescrivibili, al limite della sopravvivenza, e la camera a gas di minima capienza poteva contenere settecento persone ed ucciderle in soli venti minuti.

Anche in questo luogo non esistono tombe su cui piangere, poiché i nazisti hanno cercato di eliminare ogni prova, disperdendo le cenere dei corpi polverizzati dai forni crematori, con l’obiettivo di compiere lo “sterminio totale” e non lasciare alcuna memoria delle vittime uccise. Non è così però, la memoria pulsa con forza nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di visitare questi spazi. Anche a Birkenau la Provincia di Firenze ha deposto una corona commemorativa e si è raccolta, insieme con tutti i ragazzi, in un momento celebrativo dal fondamentale valore simbolico.  Alla fine della lunga giornata di mercoledì, tutta la comitiva si è riunita per un dibattito di confronto e scambio di opinioni. Gli interventi degli studenti sono stati appassionati, frutto sia di una riflessione storica che di una reazione emotiva del tutto personale e per questo inestimabile.

“Sono molto felice del coinvolgimento dei ragazzi – ha commentato poi l’Assessore Di Fede – con le loro osservazioni hanno dimostrato di aver affrontato questa esperienza nel profondo del suo valore. Viaggi come questo servono infatti a forgiare le coscienze dei giovani, dotarli di un bagaglio che nella vita li farà crescere con maggiore consapevolezza”. “La cosa fondamentale che questi luoghi ci ricordano – ha concluso l’Assessore provinciale – è l’assoluta importanza di coltivare e mantenere una mente critica, capace di decidere, giudicare e scegliere da sola. Lontani da un’omologazione intellettuale che rappresenta il primo passo verso l’accettazione di un sistema totalitaristico, per far sì che cose come quelle viste qui in Polonia non accadano più”.

La visita è proseguita poi giovedì 27 maggio nella città di Cracovia, sede di numerose università, centro culturale e artistico dell’intera nazione, famosa per il suo piccolo e curato centro storico e per le sue molte chiese di spiccato valore artistico. Il gruppo è poi ripartito per Firenze nel pomeriggio dello stesso giorno, con il cuore colmo di ricordi indimenticabili.

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