sabato, 18 Maggio 2024
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Firenze, battaglia sugli alberi di viale Redi. I comitati bloccano i boscaioli

Il Comune ha scelto di abbattere i 52 alberi di viale Redi per sostituirli con 106 ginko biloba ma i comitati non ci stanno

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Sugli alberi di viale Redi a Firenze è battaglia. La decisione del Comune di Firenze di abbattere i pini di viale Redi, 52 in totale, ha portato molte polemiche. Gli alberi non sarebbero considerati a rischio cedimento ma è stato deciso di abbatterli per riqualificare il manto stradale e i tombini per lo smaltimento dell’acqua piovana. Va detto che i 52 pini saranno sostituiti da 106 ginko biloba. Tuttavia i comitati – specialmente Italia Nostra – attaccano affermando che le dimensioni sono più piccole e si tratta di un danno per l’ambiente.

Alberi di viale Redi, la posizione dei comitati

Nella notte di martedì circa 30 persone dei comitati di Italia Nostra, ‘viale Redi’ e ‘Vitabilità’, hanno fatto un presidio impedendo di fatto ai boscaioli del Comune di effettuare i tagli degli alberi di viale Redi a Firenze. La stessa scena era capitata lo scorso 1 maggio. Da Palazzo Vecchio la spiegazione dei tagli è sempre stata legata al fatto che gli alberi attuali creano problemi all’asfalto con le radici, che arrivano a metà carreggiata. I comitati protestano sul fatto che gli alberi sarebbero tutti in classe C e non D. Ed è proprio la classe D quella che porta all’abbattimento.

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Bencivenni, Italia Nostra: “l’ombra sparirà”

A proposito degli alberi in viale Redi a Firenze Mario Bencivenni di Italia Nostra ha detto che sono due gli elementi per cui il cantiere non dovrebbe partire. Il primo è “l’ombra che scomparirà aumentando l’isola di calore nella strada”. Il secondo aspetto, che sarà portato anche alla procura, “concerne invece la protezione dell’avifauna”. E ci sarebbe, secondo il comitato, il divieto dell’abbattimento di piante di alto fusto in periodo in cui gli uccelli fanno il nido”. Insomma a prescindere dall’esito del cantiere, sul tema ambientale Italia Nostra e gli altri comitati continueranno a dare battaglia. A cominciare anche dalla tramvia, sempre più estesa a Firenze, su cui era stata espressa una posizione di forte contrarietà.

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