lunedì, 23 Novembre 2020
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Battaglie e priorità del nuovo presidente Balli

Il nuovo presidente del Quartiere punta su continuità e partecipazione

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Insediatosi ufficialmente da qualche settimana, il nuovo presidente del Quartiere 5 è Cristiano Balli. Presidente della commissione servizi sociali nel precedente mandato, Balli sottolinea la continuità politica con l’amministrazione Gianassi e delinea priorità, novità e battaglie da affrontare nei prossimi cinque anni.

CITTA' METROPOLITANA

La sfida principale è rappresentata dal percorso di costituzione della città metropolitana, che inizierà a gennaio 2015 e che vedrà il Q5 impegnato in un ruolo centrale e rinnovato. “Il nostro quartiere è sia periferia urbana che centro della futura area metropolitana, vero e proprio cuore del nuovo assetto territoriale e amministrativo – spiega Balli – il nostro territorio è peraltro già dotato di funzioni a carattere metropolitano come l’ospedale, il tribunale, l’università e l’aeroporto, e altre sono in via di realizzazione, come la tramvia, che si auspica venga realizzata in tempi e modi il meno possibile impattanti per i cittadini, e i progetti di riqualificazione urbanistica avviati dalla
giunta precedente”.

PROGETTI

Nei cinque anni appena trascorsi – sottolinea il nuovo presidente – sono stati molti i problemi risolti e i progetti avviati: Balli cita l’approvazione del regolamento urbanistico a volumi zero, la riqualificazione di molte strade del quartiere, l’attivazione di spazi culturali e l’apertura di nuovi giardini, l’aumento del numero dei centri anziani da quattro a sei e il raddoppiamento degli orti sociali da 59 a 130. “Tanto è stato fatto per tenere insieme questa nostra comunità, nonostante la situazione di crisi oggettiva – prosegue – ma bisogna continuare a lavorare in maniera forte e non alternativa con l’amministrazione comunale. È poi fondamentale avviare reali processi di partecipazione cittadina, perché da questa situazione si può uscire solo insieme, amministratori e cittadini”.

ASCOLTO

Il rischio – osserva – è che “della periferia urbana che vogliamo riscattare come centro di un’area più vasta non si sia in grado di riscattare quelle tante periferie esistenziali fatte di cittadini che perdono il lavoro, famiglie in difficoltà, stranieri in cerca di integrazione, giovani in formazione o alla ricerca di occupazione”. Nel quartiere 5, il più popoloso di Firenze, sono presenti molti rappresentanti delle categorie sociali più fragili come anziani, immigrati, minori a rischio. L’impegno – assicura Balli – è quello dell’ascolto, inteso sia come attenzione verso le voci di tutti che come capacità di saper interpretare le complessità e le opportunità del territorio, periferia urbana oggi e cuore della città metropolitana che verrà.
 

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