lunedì, 10 Maggio 2021
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Benvenuti a ”Transennopoli”

Strisce bianche e rosse perfettamente integrate con il paesaggio urbano, intere legioni di ferro a difesa di monumenti pericolanti o di ignari pedoni che rischiano di cadere nella buca. Benvenuti a Transennopoli, il vostro viaggio comincia allo Stadio e finisce in piazza della Libertà, lungo tutto il tragitto sarà possibile ammirare alcune delle più longeve installazioni post-moderne, altresì chiamate transenne.

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Strisce bianche e rosse perfettamente integrate con il paesaggio urbano, intere legioni di ferro a difesa di monumenti pericolanti o di ignari pedoni che rischiano di cadere nella buca. Benvenuti a Transennopoli, il vostro viaggio comincia allo Stadio e finisce in piazza della Libertà, lungo tutto il tragitto sarà possibile ammirare alcune delle più longeve installazioni post-moderne, altresì chiamate transenne.

STADIO. Partiamo dal Franchi: qui le suddette installazioni appaiono e scompaiono al ritmo delle partite di calcio. Ma non preoccupatevi se tra un match e l’altro non le vedete: solitamente si sono solo allontanate di qualche metro, ma tendono a rimanere nei paraggi, pronte a tornare utili alla prossima domenica.

PONTE AL PINO. Proseguendo verso Ponte al Pino troviamo un’insolita scultura formata da tre elementi: circondano un avvallamento che in diversi hanno riciclato come cestino, proprio all’ingresso del ponte. Il tour continua in piazza Savonarola, dove alcuni esemplari sono disposti tutto attorno alla Galleria Carnielo. Chiusa al pubblico da circa 10 anni, la casa-museo dell’omonimo scultore sta infatti perdendo pezzi di intonaco. Ma il restauro è già fissato (a primavera), così come la data di scadenza del girotondo di transenne: settembre prossimo.

LIBERTA’. Non è dato sapere, invece, per quanto ancora potremo ammirare le colleghe a strisce bianche e rosse di piazza Libertà: qui si sono date appuntamento una trentina di transenne, per proteggere l’antica porta, pare anch’essa a rischio perdita di intonaco o pezzi di cornicione. Tornano a cadenza regolare, invece, le barriere del Parterre. Sono in tre e impediscono l’ingresso allo spiazzo centrale alle auto nei momenti in cui l’arena non ospita piste di ghiaccio o bar con tavolini. Le condizioni del prato, però, non sembrano comunque trarne molti benefici.

TERRORE. Se vi è bastata questa breve passeggiata ad affezionarvi un po’ a Transennopoli, però, dovrete ricredervi. Perché la battaglia del Comune contro le transenne abbandonate va ancora avanti. “Sono il terrore delle transenne”, ci scherza su (ma non troppo) l’assessore al decoro Massimo Mattei. Quello del degrado e dell’affollamento di segnaletica più o meno provvisoria per le strade, fu uno dei primi banchi di prova dell’amministrazione Renzi. Dopo neanche un paio di mesi a Palazzo Vecchio il primo cittadino e l’assessore si fecero il giro del centro e ne tornarono con un bottino di qualche migliaio di “ferri vecchi” rimossi, tra cartelli e transenne. Poi si passò alla parte programmatica: un microchip per rintracciare le transenne abbandonate e un ‘vestitino’ gigliato per rendere più carine quelle proprio indispensabili. “Questi progetti vanno avanti – assicura Mattei – e di transenne ne abbiamo tolte di mezzo molte”. Quante ce ne siano ancora in giro non si sa, ma l’assessore sfata un’altra leggenda metropolitana: le transenne sono sì in affitto, “ma non si pagano in base ai giorni che stanno per strada, ma con un forfettario annuale”. Che non influisce granché sulle casse comunali. Seppur in tempi di vacche magre come queste ogni euro risparmiato è un euro guadagnato. E se non altro i nostri occhi ne guadagnerebbero parecchio a veder sparire altra ferraglia da strade e piazze.

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