I genitori e i docenti della scuola primaria Boccaccio, riuniti nel Consiglio di Interclasse, in relazione a quanto riportato dalla stampa in questi giorni, dichiarano dunque che “la comunicazione scuola – famiglia ‘oggetto di scandalo’ era stata concordata con il rappresentante di classe che aveva chiesto di contattare in sua vece gli altri genitori, che le famiglie che hanno ricevuto la comunicazione sono 24 su un totale di  250 e che, se vi è stato un errore di metodo nella comunicazione, la questione avrebbe potuto risolversi rivolgendo le proprie obiezioni agli insegnanti o al dirigente scolastico”.

Ma non solo. Perchè, continua il comunicato steso dal consiglio, “pertanto il clamore suscitato a livello mediatico è indubbiamente pretestuoso e strumentalizza, nostro malgrado,  la volontà di discutere della qualità della scuola che è il nostro unico intento. Infatti la scuola è il luogo dove si impara la democrazia, dove si sperimenta il confronto con gli altri, dove si accolgono le differenze e se ne pratica il rispetto. Crescere sapendo che esistono più idee e la possibilità di esprimerle e confrontarle, è il migliore allenamento per diventare cittadini responsabili e dotati di senso critico. Parlare di scuola, riflettere sulla scuola all’uscita della scuola, è partecipazione civica. Chiedere attenzione, segnalare un problema, esprimere un’opinione – conlude il comunicato – è libertà di espressione“.