In seguito a fatti accaduti a Montebonello e in altre località nel comune di Pontassieve, la polizia provinciale, con l’ausilio del personale del coordinamento della vigilanza volontaria della Provincia di Firenze, del gruppo antiveleni, ha ristretto le indagini su persone residenti nella zona, che avrebbero, secondo gli inquirenti, interessi a commettere atti criminosi contro animali sia selvatici che domestici.

“La ricostruzione dei singoli fatti – spiega l’ufficiale responsabile del nucleo di polizia giudiziaria della polizia provinciale Alessandro Quercioli – è stata configurata in una mappatura cartografica di casi di avvelenamento o ritrovamento di esche avvelenate, in modo da evidenziare la sistematicità del lancio dei bocconi, nonché la tipologia dei prodotti tossici usati”. Dal 2004 sono stati uccisi con il veleno o intossicati 16 cani e 2 gatti. Sono state rinvenute, inoltre, due esche avvelenate posizionate sul terreno.

Le denuncie e le querele sporte dai proprietari degli animali avvelenati e uccisi, e da chi ha trovato le esche avvelenate, hanno permesso di individuare varie sostanze tossiche immesse sul territorio allo scopo di uccidere animali, e di focalizzare i principi attivi delle sostanze tossiche usate per la confezione delle esche, tra le quali il fosfuro di zinco, stricnina, endosulfan, cumatretalyl, carbofuran e altre tipologie di veleni usati in agricoltura. Le indagini, durate tre anni, hanno condotto, infine, a perquisire la casa di una persona indiziata, residente nel comune di Pontassieve, consentendo agli inquirenti di acquisire un’ingente quantità di prodotti fitosanitari presumibilmente compatibili con il veleno utilizzato per l’uccisione degli animali domestici e selvatici o usato nei bocconi avvelenati rinvenuti.

Il materiale sarà sottoposto a specifiche analisi per verificare la tipologia dei principi attivi in essi contenuti. Gli investigatori, hanno sequestrato complessivamente anche 3.224 cartucce a pallini e 16 cartucce a palla per carabina, detenute illegalmente. La persona inquisita dovrà rispondere all’autorità giudiziaria per le munizioni detenute illegalmente e per l’uccisione dolosa degli animali.