La signora è arrivata a Careggi proveniente da una precedente degenza in una clinica milanese. Ma l’Azienda ospedaliera rassicura i cittadini con una nota, in cui si evidenzia “l’assenza di un rischio concreto, nel territorio italiano e soprattutto nelle città, di contrarre la malaria”. L’ospedale fiorentino aveva attivato lo scorso 27 marzo la procedura di notifica di malattia infettiva all’Ufficio di igiene di Firenze, che si è messo in contatto con quello di Milano.

La donna di 44 anni è ora ricoverata a Careggi nel reparto di malattie infettive del professor Francesco Leoncini. La paziente, dichiara l’Azienda ospedaliera nella nota, sostiene di non aver visitato luoghi esotici nè zone a rischio: ”resta attualmente la necessità di accertare le modalità di contagio. Nel rassicurare i cittadini, gli infettivologi, l’Ufficio di igiene della Asl di Firenze e i loro colleghi milanesi sono impegnati nell’accertamento del caso diagnosticato, per chiarire gli eventi che hanno portato al contagio, al fine di evitare ingiustificati allarmi per la salute pubblica”.

“La paziente – dice il professor Leoncini – dichiara di non essere stata recentemente in luoghi esotici e non aver frequentato zone a rischio. L’unico elemento indirettamente attinente alla malattia è che la camera della donna nella clinica di Milano era vicina alla stanza di un paziente extracomunitario risultato affetto dalla malattia. La paziente – continua Leoncini – ora sta bene ed è fuori pericolo, ma dovrà rimanere ancora del tempo sia per motivi di indagine sia di trattamento”

La vicinanza con l’extracomunitario affetto da malaria non è comunque sufficiente a spiegare il contagio, che può avvenire solo attraverso un particolare tipo di zanzare, quella del genere Anopheles, che non è diffuso in Italia, oppure con scambio diretto di sangue , ad esempio con tresfusioni di sangue o aghi infetti.