sabato, 23 Ottobre 2021
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Caso Franceschi, la madre ha incontrato il consigliere della Giustizia di Sarkozy

La mamma del viareggino morto in circostanze da capire nel carcere francese di Grasse nell'agosto del 2010 era tornata a Parigi con l'obiettivo di incontrare Sarkozy per far luce su quanto avvenuto. Ma la polizia francese l'ha fatta allontanare.

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Cira Antignano è stata ricevuta da Jean Pierre Picca, il consigliere della Giustizia di Sarkozy.

DAVANTI ALL’ELISEO. Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, il viareggino morto il 25 agosto 2010 in circostanze ancora da chiarire nel carcere francese di Grasse, è tornata a Parigi per portare avanti la sua battaglia. Il suo obbiettivo era quello di incontrare Sarkozy per far luce su quanto avvenuto in occasione della morte del figlio e per chiedere che le vengano restituiti gli organi del figlio prelevati durante la prima autopsia. Ma la polizia francese le ha intimato di allontanarsi dall’Eliseo e di togliere le foto del figlio che aveva appese al collo. ”Quando siamo andati davanti all’Eliseo – racconta Cira Antignano – mi hanno fatto togliere la bandiera italiana con la foto di mio figlio, mi volevano quasi arrestare poi si è intromesso il mio avvocato. Alla fine ci hanno fatto entrare, ci ha ricevuto il consigliere di Sarkozy. Ha detto che si interesserà per sapere dove sono gli organi di mio figlio e ce lo farà sapere al più di presto”.

IL CONSIGLIERE DELLA GIUSTIZIA. Quindi, dopo essere stata allontanata dall’Eliseo, Cira Antignano è stata ricevuta insieme al suo avvocato Aldo Lavagna, da Jean Pierre Picca, il consigliere della Giustizia del presidente Sarkozy ”che ha promesso un interessamento del governo” ha affermato l’avvocato, e ”che avremo risposte al più presto tramite il ministero degli Esteri” sulla sorte degli organi di Franceschi. ”Attendiamo una risposta in tempi rapidissimi sia dal governo francese che da quello italiano. Mi sento di poter dire che la signora Antignano non è del tutto soddisfatta e se non arriveranno risposte, non si fermerà e riprenderà la sua battaglia”, ha concluso l’avvocato.

GLI ORGANI. ‘‘Ci avevano detto che gli organi di Daniele erano a disposizione dell’autorità giudiziaria per effettuare delle controanalisi, ora ci dicono che sono meri reperti – aggiunge la signora Antignano- Insomma questo è diventato un mistero, è una cosa sconcertante. Non esistono precedenti a livello europeo. Ammesso che questi organi ci siano ancora non sappiamo in che stato e nè dove sono”.

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