domenica, 24 Ottobre 2021
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Caso Siena, Rossi: ”Fuori dal partito chi ha messo in crisi la maggioranza”

Il presidente della Regione Enrico Rossi commenta così il terremoto politico che lunedì ha investito il Comune di Siena portando il sindaco Ceccuzzi (Pd) a rassegnare le dimissioni.

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“Chi ha messo in crisi la maggioranza  si è collocato automaticamente fuori dal partito”. E’ un commento durissimo quello che arriva dal presidente della Regione Enrico Rossi sul terremoto politico che da lunedì sta scuotendo il Comune di Siena e ha portato il sindaco Franco Ceccuzzi del Pd a rassegnare le dimissioni.

”ATTO GRAVE”. Rossi lancia il j’accuse dal suo blog ilsignorrossi.it con un post infuocato. Quello che è accaduto a Siena per il governatore “è un atto grave, di cui portano la responsabilità coloro che pur essendo stati eletti nelle liste del Pd hanno deciso di non votare il bilancio”. Nel mirino i sei consiglieri  provenienti dalla vecchia Margherita che hanno espresso voto contrario sul bilancio facendo cadere la maggioranza di centrosinistra. Una mossa la loro che secondo alcuni sarebbe in realtà  legata alla scelta dei nomi da presentare per il nuovo cda di Mps effettuata da Ceccuzzi un mese fa. Ceccuzzi, al momento delle dimissioni, non ha esitato a bollare i sei “ribelli” come “voltagabbana”, tirando esplicitamente in ballo anche Alberto Monaci, il presidente del Consiglio regionale a cui i consiglieri della Margherita “dissidenti” sono legati, accusato dal Pd senese di essere “la regia politica” dell’accaduto. 

”FUORI DAL PARTITO”. “Chi si rivolta contro il suo stesso partito e mette in crisi la maggioranza del Comune, specie in un periodo delicatissimo sul piano economico e sociale per la città –  secondo Rossi – si è automaticamente collocato fuori dal partito”.

PLAUSO A CECCUZZI.  Non solo.  “Se le ragioni – incalza ancora il presidente – come si legge sulla stampa, sono quelle della spartizione dei posti, del potere, dei seggi e delle nomine, il sindaco Ceccuzzi ha fatto bene due volte: non solo a promuovere il rinnovamento necessario al Mps, ma anche a non cadere nella trappola di compromessi e spartizioni”.

LA POLITICA COME SERVIZIO. Il presidente lancia l’appello a “una politica intesa come servizio” e non come “occupazione del potere”. “La gente – prosegue sul suo blog – è arcistufa di questo modo di fare politica. Anche la credibilità del Pd si costruisce  solo mettendo al centro il rigore e le competenze”.

RIPERCUSSIONI IN REGIONE.  Rossi esprime preoccupazione per il possibile commissariamento del Comune di Siena e auspica che “la situazione si possa rimediare senza compromessi deteriori e accordi al ribasso”. Ma se così non accadrà la parola passerà agli elettori. Se davvero finirà così, anticipa Rossi, “non potrebbero non esserci ripercussioni anche negli assetti della Regione”.

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