Il centro, che sorge a pochissima distanza dal check point di Ramallah, ha l’obiettivo di favorire l’incontro e il dialogo fra giovani di differente religione e di diversi popoli nell’ambito del progetto “Bambini senza confini”.

Il progetto è sostenuto da vari soggetti, fra i quali Unicoop, la Fondazione Giovanni Paolo II, la Conferenza episcopale italiana e molti enti e associazioni.

Il centro, che dispone di spazi in grado di fare incontrare 300 giovani ebrei, musulmani e cristiani, è dotato di aule per il catechismo, sale polivalenti, campi di calcio e una pizzeria.

La pizzeria, che rientra nel lotto inaugurato domenica 30 marzo, alla presenza, fra gli altri, dell’assessore regionale alla cooperazione internazionale e di quello al welfare, ha l’obiettivo di finanziare l’attività del centro stesso.

L’idea è stata mutuata da un altro esempio, avviato con successo lo scorso anno, realizzato in Burkina Faso. Nell’ambito complessivo del progetto “Noi con gli altri” si svolge anche il soggiorno in Palestina di un gruppo di studenti della IV classe della scuola superiore di San Giovanni Valdarno accompagnati da 4 insegnanti, che hanno preso parte all’inaugurazione del centro sociale e della pizzeria di Beit Hanina.

Grazie a questo progetto nell’arco del 2008 saranno 9 gli istituti toscani che si “eserciteranno” a diventare parte di una comunità attraverso esperienze partecipative in vari contesti, dal Burkina Faso, al Camerun, all’India, alla Palestina, ma anche in località italiane, come la Valle del Marro in Calabria, e l’ospedale Meyer in Toscana.

I ragazzi di San Giovanni, oltre a vivere alcuni giorni con i coetanei palestinesi e israeliani, sono stati impegnati a realizzare murales e a contribuire alla costruzione di una casa, che è stata affrescata all’esterno insieme all’artista Giuliano Tomaino.