Tra i firmatari della mozione troviamo i consiglieri del Pd Severino Saccardi e Pier Paolo Tognocchi, Ambra Giorgi, Mauro Ricci, Gianluca Parrini ed Enzo Brogi, Alessa Petraglia di Sd, Mario Lupi dei Verdi, Marco Carraresi dell’Udc, Eduardo Bruno dei Comunisti Italiani, Pieraldo Ciucchi dei Socialisti, Luca Ciabatti di Rifondazione Comunista e Marco Montemagni del Gruppo Misto.

Hanno partecipato alla conferenza stampa anche esponenti di varie realtà dell’associazionismo toscano, tra cui Luca Orsoni della Caritas diocesana e Fabio Laurenzi del Cospe che hanno sottolineato la gravità della perdita derivante da questi tagli non solo per i giovani, che così non potrebbero partecipare a un’esperienza altamente formativa dal punto di vista del senso civico, ma anche per le associazioni e soprattutto per la società.

In particolare nella Firenze di Don Milani ci si chiede se sia giusto penalizzare queste inziative: spesso si parla della difesa della patria, ma non è forse anche questo un modo di difenderla? Non nel senso di difesa militare dei confini, ma di difesa di quella parte di popolazione in difficoltà, emarginata, che trae grande vantaggio dai giovani che si impegnavano in servizi di volontariato.

“Con questa mozione – spiega il primo firmatario Saccardi – invitiamo la Giunta Regionale ad intervenire presso il Governo nazionale, affinchè siano introdotti emendamenti alla Legge Finanziaria, all’esame del Parlamento, che consentano al Servizio Civile Nazionale 2009 di usufruire almeno delle stesse risorse stanziate per il 2008″.

“Questo per poter garantire la continuazione dell’esperienza positivamente portata avanti e consolidata in molte realtà del Paese e della Toscana – ha continuato Saccardi – e per poter avviare con la massima serenità il processo di riconsiderazione e di riformulazione di taluni aspetti concernenti il rapporto in essere fra organismi ed enti del “terzo settore” e servizio civile nazionale, annunciato dal Governo e verso cui lo stesso mondo dell’associazionismo si è reso ampiamente disponibile”.

Il settore delle associazioni si è infatti dichiarato disponibile a venire a compromessi con il Governo: “è un settore da rivedere, da razionalizzare, ma non da buttare via. Si taglino piuttosto i molti sprechi, gli enti inutili e le spese improduttive” come ha dichiarato Saccardi.