La manifestazione, svoltasi in contemporanea in un centinaio di piazze italiane, era stata indetta dall’Unione degli Studenti contro il maestro unico, i tagli al settore e la reintroduzione del voto di condotta.

Oltre alla bara, che ha aperto il corteo, sui muri del centro sono stati affissi cartelli, necrologi improvvisati che recitavano frasi come:  “L’anno 2008, dopo lenta e dolorosa agonia si e’ spenta l’Universita’ pubblica. La cara estinta e’ morta in seguito a una pugnalata al cuore ricevuta dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini nell’indifferenza del popolo italiano. Ne danno il triste annuncio gli studenti, i dottorandi, i ricercatori e i professori tutti. Non fiori ma opere di bene”.

Studenti di ogni età e grado hanno intonato cori contro la legge 133: alcuni ricercatori hanno sfilato in camice bianco, mentre i colleghi studenti delle superiori con divisa a lutto, un grembiule nero. 

Il corteo, affollattissimo, ha concluso la sua sfilata nelle vie del centro con un concentramento in Piazza Santissima Annunziata.

E mentre il consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche ha bloccato le lezioni fino al 31 ottobre, per il 30 si annuncia uno sciopero generale.