domenica, 24 Gennaio 2021
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Città metropolitana, Barluzzi: ”Ci sono troppi piani strutturali diversi”

Alla Festa Democratica delle Cascine dibattito sul tema ''Aprire la città, guardare al futuro''. Intervenuto tra gli altri il presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze: ''Manca un sistema comune di regole e infrastrutture''.

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“La città metropolitana di fatto esiste già, manca un sistema comune di regole e infrastrutture: ci sono troppi piani strutturali diversi, uniformarli porterebbe un minore dispendio di energie e una qualità del lavoro migliore”.

BARLUZZI. Lo sostiene Fabio Barluzzi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, intervenuto ieri alla Festa democratica regionale e metropolitana in corso al Parco delle Cascine durante il dibattito “Aprire la città, guardare al futuro”, con Mariella Zoppi, professore ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Architettura di Firenze e Fausto Ferruzza, direttore Legambiente Firenze. A coordinare Alberto di Cintio Segretario Circolo Pd Novoli-Rigacci. “Manca una regia urbanistica che ragioni su grandi dimensioni, con progetti che coinvolgano tutto il territorio in un’ottica metropolitana, viviamo un grave ritardo infrastrutturale, come ad esempio sulla tramvia”, ha sottolineato inoltre Barluzzi.

FERRUZZA. “Il Parco della Piana è il vero progetto strategico per l’area metropolitana, non si può annullarlo, dando priorità all’aeroporto o al termovalorizzatore: bisognerà poi connetterlo agli altri grandi spazi verdi come le Cascine, il Parco fluviale dell’Arno e i giardini storici, creando un grande corridoio ecologico.- ha spiegato Ferruzza – È opportuno poi facilitare l’efficientamento energetico degli edifici e aprire un tavolo di lavoro con Soprintendenze e con tutti gli enti coinvolti per affrontare in maniera decisa la questione: si tollerano condizionatori e parabole in palazzi storici e poi si ostacolano tetti solari in periferia, a Quaracchi. La città del futuro deve inoltre ragionare sul costruito, riqualificare l’esistente, no a un ulteriore consumo di suolo quindi. E poi, è fondamentale, incentivare la mobilità su ferro: non è ammissibile impiegare 15 anni per un sistema tramviario, il successo della linea 1 dovrebbe essere la spia di un forte bisogno della città tutta”.

ZOPPI. “Per il centro storico bisognerebbe frenare l’aggressività turistico ricettiva complessiva, facendo sì che i residenti restino: il cambiamento sociale qui è stato pesante. – ha affermato Zoppi – Un altro problema urgente da risolvere nella sua interezza è quello dei contenitori vuoti, dall’indotto della giustizia, con le caserme, agli ex ospedali, come l’ex Meyer: se abbandonati danneggiano profondamente l’intera città, ci vogliono presto delle soluzioni”.

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