L’assessore Agostino Fragai usa queste parole per spiegare ai presidenti delle comunità montane il senso della proposta che la giunta approverà nelle prossime settimane e che subito spedirà in Consiglio regionale, perché diventi legge entro la fine di giugno.

Sette comunità su venti saranno cancellate: Alta Versilia, Arcipelago Toscano, Area Lucchese, Cetona, Pratomagno, Val di Bisenzio e Val di Merse. Al massimo ne potrà essere salvata una. Nelle tredici o quattordici che rimarranno, grossomodo una per provincia, sarà inoltre ridotto il numero di assessori e consiglieri e sforbiciate le indennità. L’assessore Fragai in questi giorni ha già incontrato i presidenti delle comunità montane di Cetona, Pratomagno, Val di Bisenzio, Val di Merse, Amiata Grossetana, Amiata Val d’Orcia, Casentino, Colline del Fiora, Colline Metallifere, Montagna Fiorentina, Mugello,Val di Cecina e Valtiberina. Stasera sarà la volta dell’Appenino Pistoiese, a San Marcello.

«Abbiamo deciso di ridurre le comunità montane da venti a tredici – spiega l’assessore – ma abbiamo anche offerto ai territori esclusi la possibilità di mettersi insieme e superare la tradizionale tendenza al campanilismo: lo abbiamo fatto con le unioni di Comuni, che, dove nasceranno, potranno svolgere anche quelle funzioni regionali oggi delegate alle Comunità montane che scompaiono. Abbiamo rafforzato il ruolo dei sindaci negli organi di governo. Abbiamo mantenuto i benefici per aziende e cittadini».

Il taglio delle sette comunità montane non priverà infatti i rispettivi territori, laddove montani, dei benefici che la legge ad essi assegna, né degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione europea, dalla leggi statali e dalle leggi regionali. Sono confermate anche tutte le agevolazioni fiscali. Le aziende della montagna continueranno così a godere delle tariffe agevole per l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, tanto per fare un esempio.