sabato, 23 Ottobre 2021
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Concordia, l’allarme del Codacons: ”Processo a rischio”

L'associazione dei consumatori ritiene troppo ingente la somma richiesta dalla cancelleria del tribunale di Grosseto per avere una copia elettronica degli atti del processo sulla nave da crocier. Presentato un esposto.

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Un esposto al ministro della Giustizia, al Consiglio superiore della magistraura e al presidente del Tribunale di Grosseto per denunciare l’abnorme somma richiesta dalla Cancelleria del Tribunale di Grosseto per avere copia su supporto elettronico degli atti relativi al processo sulla Costa Concordia contro Schettino e gli altri indagati. Lo ha presentato stamani il Codacons, ritenendo che l’ingente somma possa mettere a rischio il processo.

“PROCESSO A RISCHIO”. Gran parte delle indagini, spiega l’associazione dei consumatori, per il momento è affidata a dati contenuti in memorie digitali. Finora sono stati scaricati 1700 gigabyte di materiale, copiati dalla Guardia di Finanza su  75 Blueray. Per ciascuno di questi, il Tribunale di Grosseto dovrebbe richiedere diritti di copia per un complessivo ammontare  di 774mila euro. “Se, come è loro diritto, ciascuna delle 4.230 parti del processo volesse richiedere copia di tale materiale, lo Stato pretenderebbe il pagamento di diritti di copia pari a complessivi 3.275.606.250 euro: ciascuna delle parti dovrebbe pagare per i diritti di copia oltre 22milaeuro”.

L’ESPOSTO.  Un costo “incredibilmente elevato” che per il Codancons “nessuna delle parti può sostenere”. “Si tratterebbe “di un evidente sopruso” prosegue l’associazione. Che sostiene che si potrebbe addirittura “configurare il reato di tentata estorsione e quello di favoreggiamento degli imputati, in capo alla Cancelleria e al Tribunale di Grosseto”. Da qui la decisione di presentare l’esposto, mirato a “rimuovere ogni ostacolo al pieno esplicarsi del diritto di difesa nell’ambito del procedimento in questione”. In caso contrario, secondo il Codacons, “le oltre 4mila parti coinvolte nel processo saranno costrette ad abbandonare il procedimento penale”.

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