sabato, 24 Ottobre 2020
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Contro il disagio sociale nelle comunità montane

Valutare le condizioni della popolazione che vive nelle aree montane della Toscana e per analizzare le cause del disagio sociale. Sono qeusti gli obiettivi del nuovo progetto della Regione Toscana, che sarà sperimentato nel biennio 2009-201

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E’ stato sottoscritto oggi, 23 luglio, dalla Regione Toscana, Uncem Toscana e 3 SdS (Casentino, Amiata Grossetana e Colline Metallifere), il protocollo d’intesa per l’avvio della sperimentazione biennale 2009-2010 del progetto “Montagna in salute: un programma di prevenzione del disagio sociale in 3 Società della Salute montane della Toscana”.

Il progetto è volto ad analizzare le cause del disagio sociale nelle comunità montane, che spesso si traduce in isolamento sociale, uso problematico di alcol, violenze su donne e minori. Sulla base dei risultati del monitoraggio saranno poi stabilite le azioni preventive più opportune per far fronte alle situazioni critiche.

«Un progetto – ha detto l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – che ancora una volta testimonia il grande interesse da parte delle istituzioni nei confronti delle aree montane, talvolta lasciate un po’ ai margini dei processi di sviluppo. In montagna si vive ancora con qualche disagio. Certo, meno che in passato. Ma esistono dati che evidenziano che proprio in queste zone esistono sacche di disagio sociale che poi sfociano in situazioni drammatiche. Un dato per tutti quello relativo ai suicidi, un fenomeno che riguarda soprattutto i giovani e che merita di essere analizzato e prevenuto con azioni concrete».

Secondo gli ultimi dati disponibili a livello nazionale, infatti, la percentuale di suicidi tra i giovani (fino a 24 anni) è triplicata negli ultimi 30 anni. In Toscana, nel periodo 1987-2001, i suicidi sono stati quasi 5 mila, costituendo una delle principali cause di morte violenta insieme a cadute e incidenti stradali.

«Finalmente – ha detto il presidente UNCEM Toscana Oreste Giurlani – siamo pronti per programmare azioni di monitoraggio ed intervento su quei fattori di criticità presenti nelle aree montane, e che sempre più spesso compromettono la qualità della vita della popolazione spesso in modo così significativo da produrre conseguenze estreme quali il suicidio, fenomeno molto diffuso in montagna».

L’investimento totale per il biennio di sperimentazione del progetto è di 320 mila euro, 200 mila provengono dalle casse regionali. Per uteriori informazioni consultare il sito web: www.montagnainsalute.it

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