mercoledì, 1 Aprile 2020
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Coronavirus, autocertificazione e multe: i dubbi più comuni

Va stampata? Si può scrivere a mano? Posso usare un'app sul cellulare? Bisogna tenere gli scontrini? Le risposte alle domande più frequenti

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Controlli severi e multe pesanti per chi sgarra. Le regole per gli spostamenti durante l’emergenza coronavirus Covid-19 si fanno più stringenti e in caso di controlli è necessario compilare un modulo di autocertificazione che giustifichi l’uscita da casa. Ma è obbligatorio stampare il modello? Si può “caricare” su una app per lo smartphone? Perché ogni pochi giorni viene pubblicato un nuovo modulo? Ecco le risposte ai dubbi più comuni sull’autodichiarazione.

Un modulo nuovo, ancora? Perché l’autocertificazione Covid-19 cambia di continuo

La macchinosa burocrazia italiana sembra aver “contagiato” anche le verifiche sugli spostamenti. L’autocertificazione che i cittadini devono compilare quando vengono fermati per un controllo è cambiata più e più volte dall’inizio dell’emergenza coronavirus: proprio quando si pensa di avere in mano l’ultimo modello ne esce uno nuovo. Succede perché anche questi documenti si devono adeguare alle norme, che diventano via via più restrittive e subiscono modifiche da parte del governo.

Il primo cambiamento risale al 17 marzo, il secondo al 23 marzo, l’ultimo in ordine di tempo è il modello aggiornato al 26 marzo (qui il modulo in pdf e word) che riporta anche una voce che riguarda le misure restrittive delle singole Regioni e dove vengono specificate le nuove multe.

Coronavirus: l’autocertificazione va portata sempre con sé?

Sì, se vogliamo facilitare i controlli. Polizia, carabinieri, vigili urbani e le altre forze dell’ordine hanno a disposizione l’ultimo modulo di autocertificazione per gli spostamenti, quello nuovo e aggiornato, ma è consigliato portare con sé delle copie del modello per snellire le verifiche ai posti di blocco.

Il suggerimento è quello di stampare a casa i moduli, ad esempio quattro modelli per una singola uscita (due per il tragitto di andata e due nel caso di un’ulteriore controllo al ritorno): una copia rimane alle forze dell’ordine, una seconda viene consegnata al cittadino controfirmata dall’agente di polizia, con data, ora e luogo del controllo. Sempre per velocizzare i tempi, può risultare utile compilare la parte alta dell’autodichiarazione con i dati anagrafici, residenza, ecc.

“L’autocertificazione coronavirus” va stampata o posso usare una app sul cellulare?

Per chi non ha la stampante a casa è prevista la possibilità di poter ricopiare a mano il testo del modulo dell’autocertificazione per gli spostamenti, anche se è una soluzione non molto comoda. E riguardo alle app per smarphone che consentono di compilare “online” l’autocertificazione per gli spostamenti? Non è consentito usare questo tipo di applicazioni, né pdf da mostrare agli agenti sullo schermo del telefonino, perché – come detto – il modulo deve essere controfirmato dalle forze dell’ordine, che poi tengono l’originale.

Lo chiarisce anche la Polizia di Stato sul suo sito, specificando di fare attenzione quando si compilano modelli online, perché si rischia di fornire i propri dati personali a soggetti terzi che potrebbero sfruttarli per altri fini, come quelli commerciali.

I controlli vengono fatti anche dopo? Devo tenere gli scontrini della spesa?

Tenete gli scontrini della spesa per giustificare i vostri spostamenti, perché le immagini registrate dalle telecamere dei veicoli della polizia possono essere usate per controlli nei giorni avvenire: questo il contenuto di un audio circolato nei giorni scorsi su Whatsapp. Una bufala? Per metà. La parte che riguarda le immagini videoregistrate non è vera, mentre è consigliato conservare le prove d’acquisto.

Le verifica sulla veridicità delle autodichiarazioni possono essere fatte anche successivamente al controllo e quindi se si è tenuto da parte un documento giustificativo, come uno scontrino della spesa, l’attestazione della visita medica e il calendario delle presenze lavorative, sarà più facile dimostrare i motivi degli spostamenti.

Cosa si rischia?

Se il motivo dello spostamento non rientra tra quelli previsti dalle norme anti-contagio da coronavirus (e riportati anche sul modulo di autocertificazione) si rischiano sanzioni anche pensati, come una multa che va da un minimo di 400 euro fino a un massimo di 3.000 euro. Chi rilascia un’autodichiarazione che risulti poi falsa incorre inoltre in conseguenze penali. Infine le persone positive al Covid-19 che non rispettino la quarantena obbligatoria presso il proprio domicilio, uscendo di casa, sono punite con il carcere da uno a cinque anni.

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