martedì, 18 Febbraio 2020
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Costa, il radar di bordo aveva evidenziato problemi

Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Civitavecchia ''Sarebbe emerso che la scatola nera a bordo della nave non funzionasse dalle 15 circa del 9 gennaio. Il radar di bordo aveva evidenziato problemi''. Il Codacons chiede quindi di indagare sul funzionamento delle strumentazioni di bordo.

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Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia chiedendo di indagare sul corretto funzionamento delle strumentazioni di bordo della Concordia.

CONTROLLI. Nell’esposto si legge ”Di recente sarebbe emerso che la Frm (scatola nera) a bordo della nave non funzionasse dalle 15 circa del 9 Gennaio (4 giorni prima dell’incidente); il radar di bordo aveva evidenziato problemi nei giorni che immediatamente precedettero il tragico evento”. Il Codancos quindi chiede di indagare sul corretto funzionamento delle strumentazioni d bordo della Costa Concordia al momento della partenza dal porto di Civitavecchia e sui controlli eseguiti dalla Capitaneria di Porto.

”CARETAKING”. Ieri sono proseguite le attività di ”caretaking”. I tecnici delle società Smit e Neri sono stati impegnati nel recupero dal fondale dei materiali e degli oggetti usciti dalla nave Costa Concordia, trasportati poi a Talamone dal motopontone Marzocco. Qui il materiale recuperato è stato trasferito nel sito di stoccaggio in attesa di essere smaltito.

MOVIMENTI. Nel fine settimana, a causa della cattive condizioni meteo marine, la Costa Concordia si sarebbe spostata di circa cinque centimetri verso il fondale più profondo. Lo spostamento è stato rilevato durante il monitoraggio ordinario effettuato dal personale subacqueo della Polizia di Stato.

UN BILANCIO. Tracciando un bilancio dei lavori e delle attività svolte in questi ultimi tre mesi, dalla notte del 13 gennaio scorso, risulta che dal relitto sono stati estratti 2.042,5 metri cubi di idrocarburi e 240 metri cubi di acque nere, scongiurando così un pericolo che gravava sull’ecosistema marino. La salute del mare è quotidianamente e costantemente monitorata dalle analisi di Ispra e Arpat. Le attenzioni adesso si è spostata sui piani per il recupero del relitto. La nave verrà rimossa nei tempi utili e scegliendo la soluzione che riduca al minimo l’impatto ambientale. Ma si attendono anche, e ancora, i risultati della comparazione del Dna sui corpi delle 5 vittime recuperate lo scorso 26 marzo, ma anche il recupero degli ultimi due corpi che si troverebbero a bordo della Concordia.

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