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Crowdfunding per la Porta d’Europa a Lampedusa

Una raccolta fondi per il recupero dell'opera realizzata 12 anni fa da Mimmo Paladino, simbolo di accoglienza e di memoria

Dalla Toscana fino al punto più a sud del nostro continente. Da 12 anni esposta al vento, alle intemperie e alla salsedine la Porta d’Europa, a Lampedusa, ha bisogno di aiuto: per il restauro dell’opera creata dall’artista Mimmo Paladino, Unicoop Firenze ha lanciato un crowdfunding online e una raccolta fondi in tutti i supermercati Coop.fi.

C’è tempo dal 24 luglio al 20 settembre 2020 per partecipare: nei negozi si può donare almeno 1 euro o 100 punti spesa, contributo che sarà raddoppiato da Unicoop Firenze, mentre sulla piattaforma Eppela le donazioni più generose potranno ricevere delle ricompense: dalla citazione sulla targa che accompagnerà l’intervento di restauro, fino a shopper ideate e realizzate da ragazzi migranti.

Cos’è la Porta d’Europa

Inaugurata nel 2008 sull’ultima scogliera di Lampedusa, la Porta d’Europa è alta cinque metri e larga tre. Il suo rivestimento in ceramica refrattaria e ferro zincato riflette la luce e la trasforma in una sorta di faro: nel tempo l’opera è diventata un segno di speranza e di accoglienza, ma anche un simbolo di memoria per tutti i migranti che hanno perso la vita in mare.

Gli effetti del passare del tempo però iniziano a farsi vedere sulla superficie di questo manufatto, così Pietro Bartolo, europarlamentare conosciuto anche per essere il medico lampedusano dei migranti, ha lanciato un appello per il restauro della porta.

“È la prima immagine che vede chi arriva nel nostro continente e sulla nostra piccola isola che ha accolto negli anni più di 350mila persone –  dice Bartolo – Si tratta di migranti e persone per cui l’Europa dovrebbe rappresentare la salvezza e la possibilità di vivere una vita dignitosa. Restaurare oggi la Porta d’Europa significa battersi contro un’Europa fatta di indifferenza e rimettere al centro i valori di solidarietà e accoglienza per cui è nata”.

Crowdfunding per la Porta d’Europa a Lampedusa: a cosa servirà la raccolta fondi

Serviranno circa 30.000 euro per il restauro della Porta d’Europa a Lampedusa, per intervenire sulle parti metalliche, sulle ceramiche e anche sulla struttura che necessita di essere consolidata. “Il crowdfunding è una modalità di raccolta fondi che coinvolge le persone, che non solo contribuiscono economicamente, ma sostengono un’idea – spiega Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze – così vogliamo restaurare la Porta d’Europa per rafforzare l’identità di un luogo unico, per la sua collocazione come primo attracco per chi arriva dal mare, come simbolo dei nostri valori ed ideali, del valore universale della vita degli uomini”.