mercoledì, 28 Ottobre 2020
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Culturmedia Legacoop Toscana, la cultura fa rete

Nasce un “team” delle cooperative toscane che si occupano di turismo, cultura e comunicazione

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72 cooperative, oltre 3mila soci, più di 300 addetti e un valore complessivo del fatturato di 22 milioni e mezzo di euro: sono i numeri di Culturmedia Legacoop Toscana, il nuovo Dipartimento di Legacoop Toscana che riunisce le cooperative operanti nei settori della cultura, del turismo e dei media. Gestione di musei, produzioni teatrali, spettacoli, escursioni guidate, organizzazione di visite didattiche ed eventi culturali, comunicazione, produzioni video, editoria, valorizzazione dei beni culturali, gestione di strutture ricettive: sono alcune delle attività che svolgono queste realtà.

La nascita di Culturmedia Legacoop Toscana

L’assemblea costitutiva di Culturmedia Legacoop Toscana si è svolta il 6 dicembre a Firenze, all’altana di Palazzo Strozzi. “La cultura è un collante della società e anche la cooperazione lo è – sottolinea il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini – Il settore cooperativo ha molte potenzialità in questo ambito, perché finora non ci si è concentrati abbastanza sul suo sviluppo. C’è la possibilità di coinvolgere e stimolare anche gli altri settori: agricoltura, produzione e servizi, consumo. La sfida per le cooperative è quella di strutturare un’offerta culturale accessibile e al tempo stesso fungere da stimolo nel creare una domanda in termini culturali da parte dei cittadini”.

L’obiettivo è di riunire imprese finora appartenenti a aree distinte, che operano in settori dinamici e innovativi e che occupano una quota rilevante di giovani. “Perché un settore nuovo? In primis perché siamo consapevoli che la frammentazione sia stata ostacolo sia ad un riconoscimento interno delle opportunità del settore sia alla capacità di incidere nelle politiche culturali dei territori – afferma la responsabile di Culturmedia Legacoop Toscana Daniela Vianelli -. Esistono delle specificità regionali e diversi approcci, ma siamo convinti delle opportunità che possono scaturire da una strategia unitaria di sviluppo del comparto, affermando un ruolo complementare rispetto alle politiche pubbliche, trasversale anche alle dinamiche di rilancio dei territori”.

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