sabato, 23 Gennaio 2021
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Da carcere a spazio aperto alla cultura. La rinascita (silenziosa) delle Murate

Il progetto è tra i più innovativi, ma i fiorentini non sembrano conoscerlo al meglio. Le vecchie celle si sono trasformate in case popolari, i locali intorno ospitano “botteghe creative” e mostre d'arte, e sono in arrivo altre novità. Prevista anche la riapertura dell'ingresso da largo Annigoni, che darà più visibilità a tutta l'area.

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Uno spazio polifunzionale dedicato ad attività culturali e all’edilizia residenziale pubblica: un progetto all’avanguardia che forse i fiorentini non conoscono ancora al meglio. Si tratta delle Murate, l’ex carcere della città, oggetto di un recupero partito nel 2000 e tra i più innovativi della scena nazionale. Le vecchie celle sono state adattate e fatte diventare case popolari, mentre i locali adiacenti ospitano le Botteghe creative, la sala delle vetrate, sede di periodiche mostre d’arte, e un ristorante trattoria. Ancora in corso, invece, i cantieri per il caffè letterario, i progetti Suc, Spazi urbani contemporanei, destinato ad artisti residenti e a esposizioni di vario tipo, e Smart dissidents, un’originale foresteria composta da una trentina di residenze e rivolta a giornalisti-blogger dissidenti, perseguitati nei propri paesi d’origine proprio per l’uso delle nuove tecnologie come mezzo d’informazione e strumento di dissenso, analogamente ai giovani iraniani che, attraverso il web e i social network, hanno realizzato la loro “rivoluzione verde”.

CULTURA. Questo il futuro, ma intanto, dopo la messa al bando degli spazi riservati alle Botteghe creative e la vincita di alcuni particolari soggetti, si è formato un vero e proprio punto culturale: si trovano infatti la libreria Nardini Bookstore, dedicata ai beni culturali, la Bottega d’Arte Merlino, che organizza incontri ed eventi – in particolare, dal 5 al 12 marzo ospiterà la mostra del pittore Andrea Mercedes Melacco, dedicata proprio al tema del carcere dal titolo “Attraversando le sbarre” – che si sono affiancati al Box Office e all’associazione Firenze dei Teatri, che riunisce i principali teatri cittadini. Una serie di realtà che però non sono ancora del tutto note al grande pubblico. I motivi, secondo chi lavora qui, sono essenzialmente la lontananza dal centro storico propriamente detto o, meglio, dall’itinerario che compie chi fa il classico giro in città, il degrado delle vie circostanti, la presenza, tuttora, di molti fondi sfitti – doveva partire anche un laboratorio teatrale ma l’associazione ha poi rinunciato – e la mancanza di eventi di richiamo, più che altro dovuta alla stagione invernale: è infatti in fase di stesura un programma di iniziative per la stagione più calda.

NOVITA’. Renderanno, forse, più visibile quest’angolo di città le trasformazioni urbanistiche previste dall’amministrazione per la zona: la riqualificazione di via dell’Agnolo, la riapertura dell’ingresso alle Murate da largo Annigoni e la ristrutturazione del poco distante ingresso alla facoltà di Architettura. Dal punto di vista degli alloggi, sono 67 quelli attualmente abitati, 6 stanno per essere assegnati mentre altri 28 sono in fase di progettazione: piccoli appartamenti, vista l’originaria destinazione, in generale apprezzati da chi ci vive, anche se qualche rimostranza c’è stata. “C’è chi si è lamentato per le dimensioni delle case: strano per una città dove a 100 euro al mese – questo è quanto paga chi risiede alle Murate – non si trova neanche un posto letto”, fa presente l’architetto Mario Pittalis, che di questo posto ha curato fin dall’inizio il recupero. Ma sono in tanti a gradire la magia del luogo che li ospita. “Da carcere è diventato spazio per i cittadini e per la cultura, si possono sentire i bambini giocare senza pericolo e siamo a due passi dal centro”, spiega entusiasta la signora Hanasaj, una residente.

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